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Cosa farà la Commissione europea contro la sovraccapacità produttiva cinese che inonda i mercati, e cosa chiede la Germania. L'articolo di David Carretta dal Mattinale europeo.

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L’Unione europea ha deciso di fare sul serio sulla minaccia economica della Cina? Nelle prossime tre settimane i leader dell’Ue saranno chiamati a delineare la nuova strategia di fronte ai mercati europei sommersi dalla sovracapacità produttiva cinese e alla coercizione politica ed economica esercitata da Pechino grazie alle dipendenze in settori critici.

La Commissione di Ursula von der Leyen terrà un dibattito di orientamento sulla Cina. Il tema sarà affrontato anche dai capi di Stato e di governo nel Consiglio europeo del 18 giugno. Francia, Italia, Spagna, Paesi Bassi e Lituania hanno chiesto un approccio più assertivo (ma Madrid ha ritirato la firma ieri). La strategia del “de-risking” (riduzione del rischio) annunciata nel 2023 da von der Leyen non basta più. La Commissione sta preparando nuove iniziative legislative. Ma dotarsi di nuovi strumenti di difesa commerciale serve a poco, se manca la volontà di utilizzarli per paura delle ritorsioni. La Germania rappresenta l’anello debole sulla Cina. Come con i dazi di Donald Trump, Berlino è riluttante a usare i muscoli dell’Ue con Pechino.