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L'Ue discute di come difendersi dalla Cina e tutti si chiedono quale sarà la posizione di Berlino. Si parla di svolta, forse però è più giusto definirla una mini svolta. Ecco perché

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A Berlino il cambio di tono si percepisce ormai anche nei corridoi del governo: la Germania, per anni prudente nel confronto commerciale con Pechino, comincia a considerare l’ipotesi di una risposta europea molto più dura contro le esportazioni cinesi.

Sul tavolo di Bruxelles ci sono dazi più pesanti, strumenti per contrastare la sovrapproduzione e nuove misure di difesa industriale che fino a poco tempo fa sarebbero state considerate impensabili nel cuore manifatturiero d’Europa. Secondo quanto riferisce l’Handelsblatt, anche nella capitale tedesca cresce la convinzione che la strategia economica cinese stia colpendo direttamente il nucleo produttivo europeo.