Il grande peso delle tasse in Italia grava sul lavoro, non sui redditi da capitale. L’Irpef è pagata soprattutto da dipendenti e pensionati che avrebbero diritto anche loro, visto l’andazzo, a una flat tax come gli autonomi. L’ingiustizia fiscale è sotto gli occhi di tutti. Giusto. Nella mobilità internazionale dei capitali però l’idea di una patrimoniale è di fatto irrealizzabile. Perché i grandi capitali se ne vanno all’istante o se ne sono già andati da tempo. E quelli medi o addirittura più piccoli, magari non toccati dall’eventuale provvedimento, non si sentono tanto tranquilli. E si comportano come se la patrimoniale li riguardasse. Non hanno fatto un trust come i super ricchi, hanno una o due case e si sentono, di conseguenza, in trappola. Piaccia o no questa è la realtà.
L’Italia ha bisogno di attrarre capitali, non di respingerli. Tra l’altro come si concilierebbe un’eventuale patrimoniale con il fatto che siamo diventati una sorta di paradiso fiscale per i miliardari di tutto il mondo? Misura, quest’ultima, presa da un governo di centro-sinistra, con alla guida Matteo Renzi. Elly Schlein si è detta non contraria all’introduzione di un’imposta sul patrimonio, magari con un avallo europeo o internazionale (del tutto irrealistico). Insistere sul tema è il modo migliore per perdere le elezioni. Varie le ragioni.












