Il grande peso delle tasse in Italia grava sul lavoro, non sui redditi da capitale. L’Irpef è pagata essenzialmente da dipendenti e pensionati che avrebbero diritto anche loro, visto l’andazzo, a una flat tax, una tassa piatta, come gli autonomi o i percettori di altri redditi. L’ingiustizia fiscale è sotto gli occhi di tutti. Secondo l’elaborazione di Itinerari previdenziali, sui dati 2024 del ministero dell’Economia e dell’Agenzia delle Entrate, più della metà degli italiani non ha reddito. Non paga un euro di tasse e usufruisce di tutti i servizi, a cominciare dalla Sanità, che sono finanziati da meno dell’altra metà degli italiani. Solo lo 0,1% dichiara più di 300 mila euro l’anno di reddito. Il 30% dei contribuenti garantisce l’80% del gettito Irpef, l’unica imposta progressiva rimasta dalla quale è in atto una fuga.

Il suo carattere universale, con l’introduzione di cedolari e tassazioni separate, è profondamente cambiato. Detto tutto questo l’idea di una patrimoniale, che sembra affascinare la segretaria del Pd, Elly Schlein, è di fatto irrealizzabile. Non solo sotto il profilo tecnico, quello sarebbe il meno. Immaginate però le infinite discussioni sulla base imponibile, l’aliquota da applicare, i riferimenti catastali. Un inferno di polemiche. La ragione principale è che i grandi capitali, quelli che si vorrebbero colpire, se ne vanno all’istante, se non se ne sono già andati. E i detentori di quelli più piccoli, anche se non toccati dall’eventuale provvedimento, si sentirebbero subito minacciati.