Il peso dell’Irpef grava sulle spalle di pochi contribuenti. È il ceto medio a farsi carico del grosso delle tasse con le quali sono finanziati welfare, assistenza, spesa sanitaria, istruzione, nonché tutte le prestazioni che gravano sulla fiscalità generale. L’Italia non è quindi tanto un Paese dove si pagano molte tasse, ma dove a pagare per tutti, alla fine, rischia di essere soltanto un numero abbastanza ristretto di italiani.
Circa l’80% di tutta l’Irpef, infatti, è pagata da appena 11,6 milioni di contribuenti su un totale di 42,6 milioni di italiani che hanno fatto una dichiarazione dei redditi. Uno su quattro in pratica. Mentre i restanti 31 milioni, presi tutti assieme, versano poco più del 23% dell’imposta.
Stefano Cuzzilla, presidente di Cida, usa la metafora calcistica per commentare i dati dell’analisi condotta assieme al centro studi Itinerari Previdenziali dall’associazione che rappresenta i dirigenti del pubblico e del privati: «È come in una squadra di calcio, se soltanto tre giocatori corrono e gli altri guardano, non si vince nessuna partita». Di fatto chi paga si fa carico di tutti gli altri. E a pagare, guardando alle dichiarazioni dei redditi 2024, sulle quali sono stati versati 207 miliardi di euro, è soltanto un italiano su due. A versare almeno un euro di Irpef, emerge infatti dallo studio, sono soltanto 33,5 milioni di residenti, poco più della metà di tutti gli italiani.








