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24 APRILE 2026

Ultimo aggiornamento: 15:26

Sale da 24.830 a 25.820 il reddito medio dichiarato dagli italiani soggetti all’Irpef. E anche dai dati sulle dichiarazioni 2025 relative ai redditi 2024, pubblicati dal dipartimento Finanze del Mef, emerge un aspetto ormai assodato che però non manca mai di suscitare sorpresa: se si sommano gli 8,7 milioni di contribuenti che hanno imposta netta pari a zero perché guadagnano molto poco, grazie alle detrazioni o perché godono di regimi sostitutivi e quelli che se la vedono compensare dal trattamento integrativo (l’ex bonus Renzi di 80 euro poi reso strutturale), oltre 11,3 milioni sui 42,8 che presentano dichiarazione non versano nemmeno un euro. Dietro ci sono ovviamente sia salari bassi sia lavoro nero ed evasione fiscale. Oltre al ben noto fenomeno dello svuotamento dell’Irpef per effetto delle troppe forme di prelievo alternativo – e più conveniente – offerte ai titolari di redditi diversi da quelli da lavoro e da pensione. Con il risultato che le ultime due categorie si fanno stabilmente carico dell’85% dell’imposta.

A erodere la martoriata base imponibile dell’imposta nata cinquant’anni fa con l’obiettivo di tassare tutti i redditi personali indipendentemente dalla fonte contribuisce attivamente la flat tax: l’agevolazione che consente di pagare solo il 15% di tasse al posto delle normali aliquote e addizionali se i ricavi non superano gli 85mila euro – in violazione dell’equità orizzontale tra contribuenti – ha ormai attirato sotto il suo ombrello 2 milioni di autonomi, ditte individuali e professionisti. Altri 3,3 milioni di persone, proprietari di case date in affitto, hanno goduto su quel reddito della cedolare secca al 10% (applicata alle locazioni a canone concordato), al 21% o al 26%. Contribuisce infine alla fuga dall’Irpef anche l’imposta agevolata del 5% sui premi di produttività, applicata a 2,6 milioni di contribuenti. E fuori dall’Irpef stanno pure i super ricchi stranieri che si sono trasferiti in Italia per godere della tassa piatta voluta dal governo Renzi, raddoppiata a 200mila euro dal governo Meloni nel 2024 e portata poi a 300mila euro da quest’anno: in base alle ultime dichiarazioni sono 1.631 quelli che ne hanno beneficiato (a fronte di redditi il cui ammontare non è dato conoscere). Sono poi 933 i pensionati stranieri che si sono trasferiti in un piccolo Comune del sud per avere accesso all’imposta sostitutiva del 7% introdotta nel 2019. Non si vedono invece ancora, perché è stata introdotta con l’ultima legge di Bilancio, gli effetti della detassazione al 5% degli aumenti contrattuali.