Anche dalle dichiarazioni 2025 (sull’anno d’imposta 2024) l’Irpef conferma le sue contraddizioni. L’imposta sui redditi delle persone fisiche «netta» è arrivata a 197,4 miliardi (+3,9% sull’anno precedente) per un valore pro capite di 5.790 euro. I redditi dichiarati sono arrivati invece quasi soglia dei 1.100 miliardi (1.076,3 per l’esattezza) con un aumento del 4,7% (ossia 48,6 miliardi in più) sull’anno precedente e il trend crescente che riguarda anche il valore medio che si attesta sui 25.820 euro (+4%). Il tutto in uno scenario macroeconomico che ha visto una crescita del Pil del 2,8% in termini nominali e dello 0,8% in termini reali, mentre l’indice nazionale dei prezzi al consumo è cresciuto dell’1% nel 2024 (rispetto al 5,7% del 2023). Ma, oltre al convitato di pietra dell’evasione che in Italia non può essere mai sottovalutato, ci sono aspetti che balzano subito all’occhio guardando i dati e il bollettino pubblicato dal dipartimento delle Finanze. A cominciare dal fatto che l’imposta netta viene dichiarata da 34,1 milioni di soggetti (il 79,6% della platea complessiva) ma come in una sorta di piramide rovesciata poi il numero di chi paga effettivamente va via via assottigliandosi.