Il Piemonte a metà, nel bene e nel male. È ciò che emerge dai dati Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, sulle liste d’attesa di visite ed esami diagnostici. La piattaforma dell’Agenzia prende in considerazione 14 prime visite specialistiche e 22 gruppi di esami diagnostici e valuta se i tempi stabiliti per legge per l’erogazione delle prestazioni sono stati osservati: 3 giorni per quelle classificate come urgenti, 10 giorni per le brevi, 30 o 60 giorni per le differite e 120 per le programmate.

Per quanto riguarda le prime visite, in Piemonte si trasforma in prenotazioni effettive appena il 44,9% delle ricette emesse dai medici di base, contro una media italiana del 50,3%; per gli esami la percentuale è del 51,5%, meno della media nazionale pari al 54,4%. In entrambi i casi viene superata la quota di mancata presa in carico della ricetta che Agenas definisce «fisiologica», quella compresa tra il 25 e il 30%. «Al contrario – spiega l’Agenzia – percentuali molto elevate sono indicative di una qualche difficoltà nella prenotazione di prime visite ed esami prescritti, che deve essere approfondita». In sostanza, può voler dire che molti pazienti, di fronte all’impossibilità di prenotare in tempi ragionevoli, lasciano perdere o si rivolgono al privato. I primi mesi del 2026 Analizzando i dati dei primi quattro mesi del 2026, da gennaio ad aprile rispetto al 2025 la nostra regione migliora i tempi delle visite. In particolare, per le visite specialistiche la percentuale di rispetto dei tempi sale dal 69 al 71,2%. Sugli esami scende, invece, dall’83,2% all’81,3%. Ma il dato va scomposto e racconta una tendenza nota: il Piemonte va molto bene sulle prestazioni urgenti e brevi, dove arriva a rispettare i tempi nel 98-99% dei casi, e piuttosto male sulle altre. Per esempio, soltanto il 61,9% delle prime visite in classe differita (da fissare entro 30 giorni) rientra nei limiti di legge.