Il primo a mettere le mani avanti, a scanso di equivoci, è proprio l’assessore regionale alla Sanità, Federico Riboldi: «Sul tema delle liste d’attesa è importante essere chiari: non esistono soluzioni semplici e il lavoro da fare è ancora molto, di fronte ad un problema che riguarda l’intero sistema sanitario nazionale. Tuttavia, questa scelta ha rappresentato un primo passo significativo».

Prestazioni extraorario

La scelta è stata quella di puntare sulle prestazioni “extraorario”, ovvero la sera e nei weekend, che l’anno scorso ha totalizzato 250 mila prestazioni in dodici mesi, tra visite ed esami, «e di offrire risposte più rapide, riducendo almeno in parte i tempi di attesa per i piemontesi». Così l’assessore, orgoglioso di una iniziativa a suo tempo lodata anche dal ministro Schillaci: «Rappresenta una soluzione concreta per abbattere le liste d’attesa». Un modello che sta suscitando ampio interesse anche in altre Regioni e che è stato recentemente adottato dalla Puglia, a conferma dell’efficacia del percorso avviato in Piemonte.

SANITÀ

Impossibile aspettare 464 giorni per una visita cardiologica: il dramma delle attese in Piemonte