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I nuovi dati sulle liste d’attesa pubblicati da Agenas, l’agenzia che monitora la sanità per conto del ministero della Salute, dicono che tra gennaio e aprile del 2026 il servizio sanitario nazionale ha rispettato i tempi massimi per visite ed esami più spesso che nel 2025. È una buona notizia, ma va presa con cautela: per come è stato pensato il sistema di raccolta dei dati infatti basta poco per ottenere risultati fuorvianti, modificando e in alcuni casi nascondendo la situazione reale. A segnalarlo è la stessa Agenas, e il caso che lo dimostra meglio è quello della Basilicata.
Le liste d’attesa sono da anni uno dei problemi più sentiti della sanità pubblica italiana. Chi ha dovuto prenotare una visita specialistica o un esame sa che spesso le scadenze previste non vengono rispettate: nei casi peggiori l’attesa può durare diversi mesi, a volte più di un anno. Per affrontare il problema, nel luglio del 2024 il governo ha approvato un decreto che tra le altre cose ha istituito una piattaforma nazionale per raccogliere i dati delle prenotazioni inviati dalle regioni. La piattaforma permette di leggere i dati regione per regione, non solo aggregati a livello nazionale.











