E’ caos per le liste d’attesa in Basilicata, tra le sei regioni dove più si registra questo disguido: troppe prenotazioni di prime visite con priorità «non urgente». Lo dice il nuovo rapporto Agenas

Sono sei e tutte del Centro-Sud le regioni in cui si registrano maggiori criticità nei criteri di appropriatezza dei codici di priorità per le liste d’attesa: Basilicata, Campania, Molise, Calabria, Lazio e Puglia. In queste regioni infatti ci sono troppe prenotazione di prime visite con un codice di priorità ‘non urgente’, con il rischio che i pazienti attendano più del necessario. Emerge dai dati forniti dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, basati sulla Piattaforma nazionale per le liste d’attesa. Oggi la Piattaforma consente di misurare indicatori che aiutano ad avere una comprensione più approfondita dei sistemi di gestione delle prestazioni e individuare fattori di criticità su cui intervenire, ha spiegato il direttore generale di Agenas Angelo Tanese.

“Il primo elemento di criticità riguarda l’appropriatezza nell’attribuzione del codice di priorità in sede di prescrizione. In alcune Regioni la percentuale di attribuzione del codice di priorità P, ovvero da erogare entro 120 giorni, è estremamente elevata, anche oltre l’80%: questo dato non è coerente con l’effettuazione di una prima visita o di un esame diagnostico che non sia di controllo”.I dati mostrano infatti una forte variabilità del dato, che passa dall’85,5% della Basilicata e dall’80,1% della Campania al 7,8% della Toscana e all’8,2% del Piemonte. “Su questo aspetto è già avviato un confronto con le singole Regioni, al fine di comprenderne le cause e ricondurre a maggiore omogeneità i comportamenti prescrittivi”, conclude Tanese.