ENEGO (VICENZA) - «Sono tornato a casa intorno alle 23.15, mi sono fermato a fare due chiacchiere con i vicini e poi sono entrato. E di lì a poco è esplosa la bomba». Adriano Cappellari, i suoi genitori dov’erano? «Sono all’estero per qualche giorno, in Svizzera per la precisione». Dunque lei era solo a casa? «Sì, e secondo me chi ha messo la bomba lo sapeva».

Perché dice questo? «Perché credo di essere spiato. Del resto, la bomba è esplosa esattamente cinque minuti dopo il mio ingresso in casa». È vero che le telecamere hanno ripreso tutto? «Sì, dopo le prime minacce che ho ricevuto ci hanno consigliato di installare le telecamere in cortile. Confermo: hanno ripreso tutto». Cosa si vede? «Si vede una persona a piedi, con il volto coperto e una pistola in mano. Si avvicina alla recinzione, mette dentro la lettera di minacce e poi piazza la bomba davanti al cancello». Si parlava di bottiglie incendiarie. «No, era una bomba artigianale, fatta con una piccola bombola a gas, liquido infiammabile e non so che altro». Sulla lettera di minacce cosa c’era scritto? «Che devo smetterla di scrivere o mi fanno smettere loro. E poi che mi tengono d’occhio, che mi controllano. Ancora una volta mettono una foto di don Patriciello». Ma lei cosa pensa? «Io mi sento di escludere che si tratti della criminalità organizzata. Non ho mai scritto articoli di mafia e soprattutto i miei articoli non arrivano fino a Napoli». In che senso? «Io sono un cronista di Enego e dell’Altopiano, scrivo articoli locali. Ho scritto un unico pezzo di solidarietà a don Patriciello, qualche mese dopo la sua visita a Enego nell’ambito del tavolo per la legalità». Dunque qual è il suo sospetto? «Forse qualcosa di più locale, ma non riesco davvero a immaginare cosa». Cosa fanno i suoi genitori? «Mio papà lavora per un’azienda di distributori automatici e mia madre fa la casalinga». I vicini di casa l’hanno aiutata? «Sì, sono stati gentilissimi. Ho passato la notte da loro. Mi hanno ospitato. Ci si conosce da una vita». I carabinieri cosa le hanno detto? «Hanno sequestrato i filmati, stanno cercando di capire». Pensa che le sarà assegnata la scorta? «So che parleranno del mio caso nell’ambito del Comitato per la pubblica sicurezza in prefettura a Vicenza. Decideranno in quella sede se assegnarmela o meno. Intanto oggi (ieri) ho avuto la macchina dei carabinieri tutto il giorno davanti a casa». I suoi genitori sono tornati dalle vacanze? «Volevano rientrare ma ho detto loro di non preoccuparsi».