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Silvia Maria Dubois

Il giornalista vicentino non è nuovo a lettere minatorie per l'appoggio al prete anti-clan. «In giardino una lettera con nuove intimidazioni a me, Meloni e don Maurizio»

Qualche mese di quiete apparente, poi un nuovo spavento: un boato fortissimo, l'esplosione che illumina tutta una strada dell'Altopiano e che riporta Adriano Cappellari, cronista vicentino alla realtà scura che vive da qualche tempo, quella dei messaggi minatori dopo il suo appoggio "totale" a don Maurizio Patriciello, il prete di Caivano che si batte contro i clan. Ieri sera, davanti alla porta di Cappellari, c'è stata un'esplosione, partita da un pacco. Non solo: le forze dell'ordine hanno trovato anche delle bombole di gas che, fortunatamente, non sono esploseCosa è successo questa notte?«Ieri sera mi ero fermato dai vicini a cena e sono rientrato a casa verso le 23. Non ho fatto in tempo ad entrare che dopo qualche minuto ho sentito un’esplosione fortissima, un boato che ha fatto tremare tutto, fiamme altissime, vetri rotti, auto danneggiate. Siamo usciti tutti in strada. I vicini per primi sono intervenuti gettando acqua per impedire che l’incendio si propagasse» Si parla di attentato«Le telecamere hanno ripreso una persona con il passamontagna e armato di pistola che ha depositato il pacco da cui è partita l’esplosione. Non solo: mi ha messo una lettera in giardino: c’erano ancora foto di me, Meloni e don Patriciello e il messaggio "se non smetti con le buone, smetterai con le cattive". E un’altra cosa inquietante» Cosa?«Una foto di me in giardino. Segno che qualcuno mi sorveglia, mi tiene d’occhio» Dall’ultima lettera minatoria, a febbraio, non era più successo nulla?«Zero. Dopo quelle foto con la premier Meloni e don Patriciello, non mi era più stato recapitato niente. E se ci penso, non trovo motivi per aver istigato tutto questo. Me lo hanno chiesto anche in caserma questa mattina: non ho scritto né fatto cose particolari da novembre ad oggi». Lei però ha sempre confermato il suo appoggio incondizionato a don Patriciello, il prete simbolo della lotta alla camorra«E lo confermo anche ora. Lui è stato il primo a chiamarmi questa mattina e mi ha detto di affidarmi alle forze dell’ordine, di raccontare tutto e di andare avanti» Seguirà il suo consiglio?«Certo, non smetterò di scrivere anche se credo che qualcuno voglia questo. Ho paura, mi sento a disagio per i problemi creati ai vicini, ma vado avanti»