L’abitazione del cronista Adriano Cappellari, a Enego, è stata presa di mira da un attentato incendiario nella notte di sabato. I filmati di sorveglianza mostrano un uomo con una pistola che, prima dell’esplosione di un ordigno a gas, ha recapitato una lettera di minacce diretta al giornalista, a don Patriciello e a Giorgia Meloni. La magistratura indaga escludendo la pista mafiosa.

L’attentato a Enego

Le parole di Adriano Cappellari

Il commento di don Patriciello

L’attentato a EnegoNella notte di sabato, intorno alle 23:15, un ordigno artigianale composto da una bombola di gas e liquido infiammabile è esploso davanti all’abitazione di Adriano Cappellari a Enego, sull’Altopiano di Asiago.Il ventenne, collaboratore del quindicinale L’Altopiano e del Giornale di Vicenza, era appena rientrato quando si è verificata la deflagrazione, che ha danneggiato una palazzina adiacente senza causare feriti. I filmati delle telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo a piedi con il volto coperto e una pistola in mano mentre posizionava la bomba e introduceva nella recinzione una lettera di minacce.Don Maurizio Patriciello, preoccupato a seguito dell'attentato ad Adriano Cappellari, avvenuto a EnegoIl messaggio era indirizzato al cronista, a don Maurizio Patriciello e a Giorgia Meloni; la presidente del Consiglio ha dichiarato che l’episodio rappresenta “un attacco irricevibile alla libertà di stampa e informazione”.Le parole di Adriano CappellariIl giovane cronista ha raccontato al Messaggero i minuti successivi all’esplosione e i propri sospetti sulla vicenda, propendendo per una pista legata strettamente al territorio.Ricordando la dinamica, Adriano Cappellari ha spiegato: “Sono rientrato a casa verso le 23.15. Dopo qualche minuto ho sentito un boato, ho visto le fiamme e il fuoco, un disastro”. Il giornalista tende a escludere il coinvolgimento della grande criminalità organizzata: “Per me dev’essere stata una persona di qua. Devo ancora capire qual è il motivo. È stata una cosa paurosa, inaspettata”.