Mauro Ceruti, filosofo protagonista del pensiero complesso, ha svolto per decenni il suo cammino di riflessione e di ricerca in un rapporto intenso e continuo, anche di amicizia personale, con Edgar Morin. Insieme al sociologo francese ha scritto molto, tra i loro lavori comuni La nostra Europa, pubblicato in Italia da Raffaello Cortina e di cui è appena uscita una nuova edizione ampliata. Al suo lavoro filosofico è stato dedicato nel 2023 un libro a più voci: La danza della complessità (edizioni Mimesis).

Che uomo era Edgar Morin?

Un uomo che aveva il sentimento poetico della vita e che non ha mai smesso, fino agli ultimi giorni, di meravigliarsi delle cose più quotidiane.

Quale è stata la sua eredità più importante, quali le sue riflessioni che possono aiutarci oggi e domani a capire e a cambiare il mondo?

Il pensiero di Morin ci può aiutare in una presa di coscienza nel momento in cui le crisi provocano regressioni e nuove barbarie. A prendere coscienza delle sfide gigantesche del nostro tempo: l’ambivalenza del progresso della scienza, della tecnica, dell’industria; l’insufficienza dello sviluppo tecno-economico per lo sviluppo umano; il mercato incontrollato e accelerato della tecnoscienza; la crisi e ristagno delle democrazie… Soprattutto ci può aiutare a capire che questi problemi sono collegati in un unico intrico, che sono tutti vitali e mortali e che non si da un male principale.