Il vero punto della questione, e che sta probabilmente disturbando il sonno dell’inquilino della Casa Bianca, è come uscire da questo cul de sac dichiarandosi vincitore. È evidente che il Presidente non può permettersi di perdere la faccia, soprattutto nei confronti di un’opinione pubblica interna che approva sempre meno il suo operato, mentre le elezioni di mid-term continuano ad avvicinarsi. L’analisi dell’ambasciatore Giovanni Castellaneta

Attaccare o non attaccare? Firmare l’accordo oppure no? In queste ore, il mondo intero sembra pendere dalla volontà di Donald Trump e dai dubbi amletici che lo stanno circondando con riferimento a una possibile soluzione della crisi con l’Iran. Alcune indiscrezioni rivelano che l’accordo sarebbe cosa fatta e che il Presidente statunitense potrebbe annunciarlo già domenica 31 maggio: tuttavia, queste voci si ripetono da una settimana al punto che sembra ormai di vivere in un continuo giorno della marmotta in cui ci si sveglia puntualmente con le prospettive di un accordo imminente e si va a dormire senza che in realtà nulla sia accaduto. Da altre notizie pare invece che Trump sia molto tentato dall’ipotesi di riprendere le ostilità militari, e che stia sul punto di premere il bottone per chiudere definitivamente la partita con Teheran attraverso una nuova campagna di bombardamenti a tappeto. Qual è, dunque, lo scenario più probabile?