Dopo oltre due di confronto nella Situation Room, convocata ieri alla Casa bianca, il presidente americano non ha ancora sciolto le riserve sull’adesione al memorandum d’intesa.
Nessuna decisione definitiva sull’Iran, almeno per ora. Dopo oltre due di confronto nella Situation Room, convocata ieri alla Casa bianca, il presidente americano Donald Trump non ha ancora sciolto le riserve sull’adesione al memorandum d’intesa noto come “Dichiarazione di Islamabad”, il documento negoziato nelle ultime settimane tra Stati Uniti e Iran con la mediazione del Pakistan e il supporto del Qatar. «Il presidente Trump stringerà un accordo soltanto se questo sarà vantaggioso per l’America e rispetterà le linee rosse», è il post su X della corrispondete della Cnn alla Casa Bianca. Dopo la diffusione della bozza dell’accordo da parte di Axios nel fine settimana scorso, i «falchi» repubblicani favorevoli a una linea dura nei confronti di Teheran, insieme a Israele, avrebbero infatti esercitato pressioni sulla Casa Bianca affinché non venisse firmata un’intesa considerata troppo favorevole a Teheran.
May 29, 2026
I nodi da sciogliere, le linee rosse degli Usa
Restano ancora aperti alcuni dossier particolarmente sensibili, che potrebbero essere rinviati a una fase successiva dei negoziati. Secondo il New York Times, però, Trump vorrebbe che il testo includesse riferimenti più chiari alle eventuali concessioni iraniane su questioni considerate fondamentali da Washington: l’arricchimento dell’uranio – con la richiesta che Teheran rinunci a qualsiasi programma nucleare – e il destino delle scorte di uranio altamente arricchito presenti nel Paese, oltre alla riapertura dello Stretto di Hormuz. Si tratta di nodi centrali del confronto, che continuano a rappresentare i principali ostacoli al raggiungimento di un’intesa e che in passato hanno più volte fatto deragliare il dialogo, riportando le tensioni su un piano di aperto scontro.










