Ancora nessuna decisione sull'Iran. Al termine di oltre due ore di riunione nella Situation Room con i suoi più stretti consiglieri, Donald Trump non ha sciolto le riserve sull'accettare o meno il memorandum of understanding, la 'Dichiarazione di Islamabad', raggiunto dai suoi negoziatori. Anche se un'intesa appare vicina - hanno riferito alcune fonti al New York Times - restano ancora alcuni temi da discutere, incluso lo sblocco dei fondi iraniani congelati.
La partita resta così per ora aperta e le trattative proseguono. Nonostante la mancata decisione, i mercati finanziari proseguono in rialzo scommettendo sul via libera all'intesa mentre il petrolio scende intorno ai 90 dollari vedendo una schiarita all'orizzonte. A rincuorare gli investitori sono le parole scritte dal tycoon su Truth, prima di riunirsi in conclave con i suoi consiglieri: le navi Usa per il blocco dello Stretto "possono avviare la procedura per fare ritorno a casa. Salutate da parte mia le vostre mogli, i vostri mariti, i vostri genitori e le vostre famiglie".
Ma Teheran lo ha gelato a stretto giro, sfidandolo proprio su Hormuz. "La gestione dello Stretto da parte dell'Iran si è ormai consolidata a livello internazionale", ha tuonato Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano. "Di tanto in tanto manda il suo esercito ad aprire lo stretto. Arrivano, vengono sconfitti e tornano indietro", ha detto Rezaei. La sua versione dell'accordo è "un misto di verità e menzogne", ha aggiunto poche ore dopo la Fars, l'agenzia di stampa vicina ai Pasdaran. In un lungo messaggio sul suo social Truth, prima di entrare nella situation room, Trump ha ribadito le sue linee rosse, fra le quali la riapertura immediata dello Stretto "senza pedaggi e senza restrizioni. Tutte le mine devono essere rimosse. L'Iran deve accettare che non avrà mai l'arma nucleare.












