Effetto Trump: da Washington il presidente riesce a far vacillare i negoziati tra Iran e Usa in Svizzera. Nel giorno in cui il suo vice, JD Vance, va sul Lago di Lucerna a incontrare la delegazione di Teheran, Trump scrive una serie di messaggi su Truth Social e rilascia dichiarazioni a Fox News in cui minaccia l’Iran sia sullo Stretto di Hormuz («se chiudete Hormuz non avrete più un Paese») sia su quanto sta succedendo in Libano e sul sostegno iraniano a Hezbollah. Ecco, allora nel tardo pomeriggio, la scossa più violenta. Le agenzie di stampa iraniane avvertono: la delegazione ha abbandonato i negoziati come conseguenza delle frasi di Trump. E l’account di X del presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore Mohammad Bagher Ghalibaf scrive: «Gli Usa dovrebbero essere cauti nelle loro dichiarazioni. Se le loro minacce avessero funzionato, non sarebbero arrivati a questa situazione di stallo. Più parlano, più noi agiamo. Le nostre forze armate sono pronte a rispondere in modo diverso. Qualunque cosa dicano, saremo noi ad agire». Certo, è un gioco delle parti. Un diplomatico spiega al sito americano Axios che in realtà i colloqui tra Washington e Teheran proseguono, «la delegazione iraniana non è andata via». Insomma, al di là dei vari proclami il filo del dialogo non si è spezzato, con il Qatar che ha favorito lo sblocco di parte delle risorse iraniane. «La bozza di esenzione temporanea dalle sanzioni sul petrolio e sui suoi derivati è stata finalizzata e a breve entrerà nella fase di attuazione» fa sapere la squadra negoziale iraniana. La motivazione ufficiale della pausa dei negoziati è «la necessità di procedere a consultazioni interne». La Cnn scrive: «Sono in corso dialoghi informali per far sì che le parti diplomatiche riprendano i colloqui». Restano per ora irrisolti i nodi del cessate il fuoco anche in Libano con Israele che prosegue gli attacchi, del controllo dello Stretto di Hormuz e del futuro del programma nucleare iraniano. Il memorandum di pace, firmato a distanza il 18 giugno, contiene 14 punti che devono essere però riempiti di contenuti entro sessanta giorni. Trump dagli Usa offre questa lettura non proprio sobria: «Dopo quella scadenza, posso fare ciò che voglio in Iran».