I colloqui fra Usa e Iran, coi mediatori di Pakistan e Qatar, nell’albergo Burgenstock di Lucerna, in Svizzera, sono iniziati ieri in un clima pesante a causa delle minacce del presidente americano Donald Trump, nonché per il perdurante conflitto in Libano. Unico risultato è stata la «finalizzazione della bozza che esenta l’Iran dalle sanzioni sul petrolio», secondo fonti di Teheran.

Dopo lo scontro, piovono prediche e suggerimenti al premier perché rompa con gli Usa: una follia economica e politica. Il cui vero obiettivo è far tornare l’Italia sotto il controllo di Bruxelles, e di quello sì c’è da aver paura. Vance in Svizzera cerca l’intesa con l’Iran. Libano e Donald complicano tutto.

Caro Simone Venturini, le scrivo questa cartolina perché ho visto la sua prima mossa importante da sindaco di Venezia: vuole far pagare un biglietto da 50 euro a chiunque entri in città.

Le S-S (Sánchez&Starmer) della sinistra europea stanno per essere sciolte. Se Pedro in Spagna ha problemi di tangenti familiari - la moglie Begoña Gómez è nei guai fino al collo per corruzione -, l’ineffabile amico degli islamici, nemico di Elon Musk e dei social tanto da vietarli ai minori, ai quali però concede il voto, il più volenteroso contro Putin, Keir Starmer appunto, stamani sarà, con ogni probabilità, sfrattato da Downing Street. Per Londra è il settimo governo che salta in dieci anni.