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La prima storica presidenza di sinistra della Colombia è quasi conclusa. Domenica si vota per eleggere il successore di Gustavo Petro, in carica dal 2022 e primo presidente di sinistra dopo quasi settant’anni di governi liberali e conservatori, di destra e centrodestra. Nonostante le premesse di grandi stravolgimenti, però, la presidenza di Petro è stata molto meno rivoluzionaria di quanto lui stesso avesse promesso. Molte riforme non sono state realizzate ed è fallito il processo di “Paz Total” (“pace totale”), cioè l’ambizioso programma di riconciliazione con tutti i gruppi armati del paese.

Allo stesso tempo, nell’ultimo anno Petro è riuscito a far approvare alcune riforme importanti, come quella del lavoro, e a farsi notare a livello internazionale soprattutto per la contrapposizione al presidente statunitense Donald Trump. Ha recuperato così gran parte del sostegno popolare, ribaltando i sondaggi pre elettorali: se fino a giugno del 2025 sembrava scontato che il prossimo presidente sarebbe stato di destra, ora Iván Cepeda, l’erede sostenuto dalla coalizione di sinistra Pacto Historico, ha speranze di vittoria.

Gustavo Petro ai seggi di Bogotà per le elezioni del Senato, l’8 marzo 2026 (AP Photo/Fernando Vergara)