Da sempre a fine maggio vengono esposte le relazioni dei due esponenti di vertice, il governatore della Banca d’Italia e il Presidente di Confindustria. In entrambi i casi il ruolo istituzionale impone un’analisi del periodo precedente e di prospettiva futura che, però, non si discosta mai più di tanto da quella dell’anno prima. Quest’anno è approdata l’IA e sia Orsini sia Panetta hanno sottolineato l’importanza che l’IA sta avendo a livello globale e di come sia necessaria per dar una nuova spinta all’evoluzione del Paese. Bene sottolineare, in parte fatto da entrambi, che per approdare all’IA e utilizzarla, senza che essa sottoponga il nostro capitale umano ad essa, diventando incontrollabile, servono massicci investimenti pubblici e privati che non possono limitarsi ad acquistare dagli Usa o dai cinesi la tecnologia, ma è indispensabile che sia l’Italia sia l’Ue, ne diventino emancipatori e costruttori. Serve soprattutto a noi ben altra qualità tecnologica nelle filiere produttive e parimenti mastodontici investimenti nella formazione per tutte le fasce di età, in modo da evitare com’è successo nel rapporto tra Pa e cittadini che la prima sia in costante ritardo.

PIAZZA AFFARI MAI COSÌ IN ALTO SUPERATO IL RECORD DI 26 ANNI FA