Nonostante la crisi petrolifera, il saldo della bilancia commerciale nel primo trimestre dell’anno, secondo l’Istat, è stato più che positivo: pari a 15,437 miliardi di euro: quasi 3 miliardi in più rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno, ed 1,5 l’anno ancora precedente. Forse nei prossimi mesi non sarà così. La crisi si farà sentire. Ma oggi è “un altro giorno”. E, questo, al momento dovrebbe bastare. Mettendo al bando gli eccessivi pessimismi. Il commento di Gianfranco Polillo

Le ultime “Considerazioni finali” del Governatore della Banca d’Italia, lette nell’austero salone di Palazzo Koch, riflettono pienamente un’antica tradizione. Serietà nell’analisi, sguardo concentrato su uno scenario mondiale (non una cosa da niente di fronte alle risorgenti tentazioni autarchiche), visione di un futuro che va oltre la semplice congiuntura. Nel complesso, parole su cui meditare, non solo per trasformarle in azione politica e di governo, ma per comprendere la dimensione della sfida che è di fronte ai nostri occhi. I cui rischi sono talmente elevati, da non consentire più la banalità del gioco politico che, in Italia, la fa da padrone.

L’Italia, ma non solo, si trova di fronte ad un tornante della storia che appare, sempre più, come una sorta di grande complotto. Sul piano tecnologico, con l’Intelligenza Artificiale (IA), già entrata in una fase di crescente diffusione, si è di fronte ad un cambiamento di paradigma che non trova riscontro negli annali della “rivoluzione industriale”. Il suo crescente utilizzo avrà l’effetto di un vero e proprio terremoto, come mai si era verificato dai tempi di Manchester in poi.