Golfo Persico e incertezza. Sono queste parole che attraversano tutto il discorso del Governatore della Banca d'Italia Panetta, nelle sue considerazioni finali presentate oggi a Roma. Dai mercati finanziari, al commercio, al sistema bancario, all’energia, tutto è permeato dallo squilibrio mondiale che la guerra e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno portato, vanificando l'ottimismo che aveva caratterizzato la fine dello scorso anno. A questa crisi profonda dell'ordine globale - esorta Panetta - la risposta non può essere però la chiusura. E soprattutto bisogna puntare sulla formazione dei giovani e sulla rivoluzione tecnologica.
La crisi riguarda il prezzo del petrolio, che è aumentato insieme a quello del gas, soprattutto nelle aree mondiali dipendenti dalle importazioni; gli scambi commerciali internazionali che si sono indeboliti e l'Unione Europea in particolare si trova in una nuova fase di instabilità soprattutto per la dipendenza dall'estero in settori strategici, l'energia appunto, e la difesa. In questo contesto l'inflazione potrebbe raggiungere un picco superiore al 6% qualora lo shock energetico si trasmettesse a un numero crescente di settori. Servono un aumento degli investimenti e una piena integrazione del mercato unico.










