Fabio Panetta non ignora dazi, guerre, shock energetici e inflazione, ma rifiuta la postura difensiva. Il messaggio è netto: l’Italia non può limitarsi ad amministrare la debolezza, deve trasformare risparmio, industria, ricerca e capitale umano in produttività. Lo slancio, avvisa il Governatore di Bankitalia, "si è attenuato" e l’economia "rimarrà debole nei prossimi mesi" e, anzi, negli scenari peggiori potrebbe "ristagnare o contrarsi". Ma la diagnosi non è una resa: "Senza un deciso aumento della produttività, l’economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita strutturalmente modesti".
Il cuore delle considerazioni finali del numero uno di Palazzo Koch è l’intelligenza artificiale. "Intelligenza artificiale, robotica e altre innovazioni stanno ridisegnando i processi produttivi", spiega Panetta. Ma la tecnologia non produce da sola benessere diffuso: "Deve essere governata" e restare al servizio "della persona e della società, non della concentrazione del potere tecnologico". Senza investimenti, competenze e imprese capaci di crescere, l’Italia rischia di usare tecnologie altrui invece di costruirle.
La scala della sfida è europea. L’Unione, riconosce Panetta, "ha finalmente iniziato a reagire", ma deve "mostrare rapidità di azione". Il primo passaggio è un mercato dei capitali integrato, per evitare che il risparmio europeo finanzi Wall Street invece di innovazione e infrastrutture del continente. Il secondo è più politico: "Una vera integrazione finanziaria richiede un titolo sovrano europeo". Gli Eurobond, qui, non sono uno slogan ma l’architettura per competere con Stati Uniti e Cina.












