Crescita dello 0,5% quest'anno per l'economia italiana, che tenendo conto della revisione Istat dei conti trimestrali a fine maggio diventa 0,6%. Ma con una frenata a 0,4% nel 2027, e segnali di ripresa a 0,9% nel 2028.
La previsione è del bollettino economico della Banca d'Italia, che ricalca le stime diffuse a giugno. "L'incertezza che circonda queste stime è elevata" - avverte Bankitalia - sviluppi più favorevoli potrebbero derivare da un calo dei prezzi delle materie prime più rapido del previsto, dalla spesa europea per la difesa e dagli investimenti in digitale e transizione energetica.
Ma la prosecuzione delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e ritardi nel ripristino dei flussi dallo stretto di Hormuz "potrebbero aumentare le pressioni inflazionistiche" e avere "impatti negativi particolarmente pronunciati sulla crescita".
In Italia, per effetto della guerra in Iran e del suo impatto sui prezzi energetici, "l'inflazione al consumo salirebbe al 3,1% nella media dell'anno in corso, riflettendo principalmente il rialzo dei prezzi dell'energia; tornerebbe al 2% nel prossimo biennio".
Lo scrive Bankitalia nel bollettino economico dopo che l'inflazione nel secondo trimestre è arrivata al 3% pur con un impatto sulle bollette "contenuto" e con la riduzione temporanea delle accise sui carburanti. "Le aspettative di inflazione a breve termine di famiglie e imprese sono aumentate, pur restando inferiori ai livelli osservati a marzo del 2022 in seguito all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia". Le aziende "prefigurano un incremento dei propri listini nei successivi dodici mesi al 2,4%", si legge.











