Il governatore Panetta: "Con l'IA occorre una strategia". Istat, l'inflazione va al 3,2%
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L'Europa deve smettere di inseguire gli eventi e tornare a essere un soggetto politico ed economico capace di decidere. È questo il cuore delle Considerazioni Finali del governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, che ieri nel suo intervento ha lanciato un messaggio netto alle istituzioni europee: la nuova fase storica apertasi con la frammentazione geopolitica, le tensioni commerciali e il ritorno delle politiche di potenza non lascia più spazio a esitazioni, compromessi al ribasso o lentezze.Il riferimento è ai ritardi accumulati sul terreno dell'integrazione economica e finanziaria. "L'instabilità internazionale non lascia spazio a esitazioni o risposte parziali", osserva il governatore, spiegando che l'efficacia delle riforme europee dipenderà dalla capacità di superare "negoziati lunghi, compromessi al ribasso, applicazioni nazionali disomogenee". Il nodo centrale resta quello dei mercati dei capitali e della mancanza di strumenti finanziari comuni realmente competitivi su scala globale. "L'Unione ha un risparmio abbondante, ma non riesce a trasformarlo in investimenti produttivi", osserva Panetta, evidenziando come il risparmio europeo continui troppo spesso a finanziare la crescita di altre economie.Da qui la richiesta, rilanciata con forza nelle Considerazioni finali, di accelerare verso una vera integrazione finanziaria e verso la creazione di un titolo comune europeo. "Una vera integrazione finanziaria richiede un titolo sovrano europeo: uno strumento liquido e sicuro, in grado di offrire un riferimento ai mercati e di attrarre risorse dall'estero". Un passaggio che trova sponde importanti anche nel mondo bancario italiano. L'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina ha infatti sottolineato che "in Europa è fondamentale rafforzare i meccanismi di governance che consentano di prendere decisioni capaci di risolvere dei problemi, di lavorare sugli eurobond".Il richiamo all'Europa non nasce però da una posizione pessimista sull'Italia. Al contrario, il quadro macroeconomico appare oggi meno fragile di quanto molti osservatori avessero previsto. Mentre l'inflazione è salita al 3,2%, la revisione al rialzo del Pil nel primo trimestre del 2026 conferma una crescita moderata ma positiva: l'Istat ha corretto il dato congiunturale allo 0,3% e quello tendenziale allo 0,8%, sostenuti da consumi, investimenti ed export. Anche il mercato del lavoro continua a mostrare segnali incoraggianti. Ad aprile gli occupati hanno raggiunto il livello record di 24 milioni e 337mila unità e una disoccupazione scesa al 5,1%. Giorgia Meloni ha sottolineato che "non c'erano mai state così tante persone al lavoro nella nostra Nazione".Anche Panetta riconosce che l'economia italiana ha mostrato "una capacità di tenuta superiore alle attese". Ma proprio questa resilienza deve ora trasformarsi in crescita strutturale. "Senza un deciso aumento della produttività, l'economia italiana potrebbe restare ancorata a tassi di crescita modesti", avverte. "In questo mondo instabile l'Europa deve trovare in una maggiore unità la propria forza", conclude.












