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Ultimo aggiornamento: 17:30
La stampa ha dato un certo risalto alla lezione magistrale del governatore di Bankitalia, Fabio Panetta. Il tema svolto nel discorso inaugurale all’Università di Messina era molto impegnativo, anche se piuttosto tradizionale, Investire nel futuro: giovani, innovazione e capitale umano. Nel leggere le riflessioni del Governatore ho provato però un senso di delusione.
In primo luogo, perché Panetta si è limitato a evidenziare problemi ben noti, senza alcuna nuova proposta. Inoltre, ha dato una lettura abbastanza tradizionale del tema che probabilmente andrebbe un po’ aggiornata.
Nella prima sezione il Governatore ha messo in evidenza che il problema numero uno per l’Italia è la bassa produttività economica che ristagna, addirittura da un quarto di secolo. Di conseguenza, dal 2000 i salari in Italia sono rimasti fermi, mentre ad esempio in Germania sono cresciuti del 21%. Il Governatore non è passato poi ad esaminare, come auspicabile, le cause di questo palese declino economico, ma si è limitato a osservare che negli ultimi anni i salari sono stati tenuti a galla dalla politica fiscale, cioè dal debito pubblico e dalla politica.






