Al meeting Digital Renaissance promosso a Firenze dalla fondazione New Direction, la parola d’ordine è data center: ovvero come abilitare nuove tecnologie e servizi innovativi per cittadini, imprese e turisti. Ecco chi c’era e cosa si è detto
Come rendere le città italiane più smart, all’interno di un meccanismo processuale che ottenga non solo città intelligenti ma anche cittadini soddisfatti? E come la tecnologia può essere messa al servizio del bene comune, in un’ottica di progettualità? La premessa da fare è che la rinascita digitale che si sta presentando su scala mondiale presenta impatto sul cambiamento culturale, così come accaduto con le precedenti rivoluzioni industriali. Non solo la nuova rivoluzione dell’intelligenza artificiale ma il suo utilizzo in molteplici ambiti, dall’architettura al cinema, dalla telemedicina alla smart mobility, dal monitoraggio territoriale alla creazione dei data center. Alcune risposte sul ruolo delle infrastrutture digitali sono giunte dal meeting Digital Renaissance promosso a Firenze dalla fondazione New Direction, presieduta dall’eurodeputato di Ecr/FdI Nicola Procaccini. A organizzare la tregiorni di dibattiti, analisi e riflessioni, l’europarlamentare toscano Francesco Torselli.










