HomeModenaCronacaAumentano i turisti : "Città d’arte, serve la rete. Tutelare i centri storici"La riflessione di Mezzetti al Forum di Economia pulita: "Opportunità da governare". Tra le strategie emerse, AI e network infrastrutturali per migliorare la fruibilità.I sindaci invitati al convegno sul turismoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn’offerta di qualità che tuteli il territorio, in grado di creare reti e valore economico a beneficio dei residenti, investire in network infrastrutturali per migliorare l’accessibilità e usare l’intelligenza artificiale per valorizzare la cultura, rendendola maggiormente fruibile e comprensibile, arricchendola di esperienze pratiche.

È il mix di proposte che è emerso dal primo Forum delle città d’arte e cultura che si è svolto ieri a Modena nell’ambito del Motor Valley Fest, nella sede dalla Camera di Commercio, organizzato da Economia Pulita in collaborazione con VisionUp Consulting.

L’iniziativa ha messo a confronto cinque sindaci che stanno lavorando sull’attrattività turistica dei rispettivi territori: Massimo Mezzetti (Modena), Michele Guerra (Parma), Alessandro Barattoni (Ravenna), Marco Russo (Savona) e Damiano Tommasi (Verona) con esperti, accademici e istituzioni con l’obiettivo di verificare strategie e iniziative utili a mettere in rete esperienze di valorizzazione e attrattività turistica. "Le città medie come lo è Modena non sono solo una risorsa storica e culturale ma, attraverso il turismo, rappresentano contesti di grande attrattività economica ed è proprio in questo ambito che va indirizzato in modo forte il governo della città – ha sottolineato Mezzetti – Il turismo, se non governato nella giusta misura, crea degli elementi distorsivi che alterano il centro storico: penso ovviamente al fenomeno degli affitti brevi o alla trasformazione del commercio con la scomparsa dei negozi per i residenti (dai forni alle mercerie) in favore di bar e ristoranti". È qui che va indirizzato in particolare "il governo della città". Per questo "credo che dobbiamo ragionare non come città di Modena ma come offerta di tutto il territorio provinciale di cui il capoluogo si deve mettere al servizio".