Arriva in treno o in aereo, visita mostre, piazze e festival, mangia prodotti Dop, gira in bici e dopo tre o quattro giorni se ne va, magari col pensiero di tornare per scoprire l’entroterra. È, in sintesi, il profilo del nuovo viaggiatore culturale in Italia, che si sta facendo spazio in un mercato da 5,8 miliardi di euro l’anno. Che il settore sia in generale in buona salute lo certifica Istat: nel primo trimestre 2026 le presenze sono cresciute del 7,5% sull'anno precedente, trainate da un +12,3% di stranieri.