I data center sono ormai essenziali per la vita quotidiana e l’economia digitale, rinunciarvi è impensabile. Tradizionalmente considerati strutture ingombranti e ad alto consumo di risorse, oggi stanno evolvendo verso un modello più sostenibile e integrato nel contesto urbano. Grazie allo sviluppo di nuove strategie progettuali e a una visione integrata, possono contribuire alla riqualificazione del territorio e generare valore in aree dismesse, dando nuova vita a zone marginali.Indice degli argomenti
Brownfield e aree dismesse: la scelta strategica per la localizzazione dei data centerSuolo e territorio: come i data center ottimizzano l’uso degli spazi urbaniDue modelli progettuali a confronto: campus greenfield e riqualificazione dell’esistenteIl data center di TIM EnterpriseCertificazioni e performance: LEED Gold, risparmio idrico ed energeticoSiziano, alle porte di Milano: un data center greenfield tra i più evoluti d’EuropaFormazione e competenze per i progettisti impiantisti del futuroData center come leva strategica per la transizione ecologica e digitaleBrownfield e aree dismesse: la scelta strategica per la localizzazione dei data centerLa loro localizzazione viene, infatti, definita in base ai servizi che erogano e al tipo di tecnologia che ospitano, in modo tale da sviluppare una rete locale di strutture interconnesse. Normalmente si prediligono i siti brownfield, o comunque aree già classificate come edificabili o aree industriali dismesse che possono essere trasformate in hub tecnologici all’avanguardia. Si tratta, inoltre, di uno dei pochi settori che si assume la responsabilità di interventi di bonifica, dimostrando una significativa forza sociale e ambientale nell’investire e trasformare aree in stato di degrado.Suolo e territorio: come i data center ottimizzano l’uso degli spazi urbaniQuesto approccio non solo ottimizza l’uso del suolo, riducendo l’impatto dell’espansione edilizia, ma contribuisce anche alla riqualificazione di zone abbandonate, creando nuove opportunità economiche e lavorative, e trasformando i posti che li ospitano in leve di attrazione strategica per talenti.Due modelli progettuali a confronto: campus greenfield e riqualificazione dell’esistenteDal nostro punto di vista, sono due i binari principali lungo i quali si articola la progettazione di questi edifici: da una parte, abbiamo la progettazione di campus più o meno grandi con costruzioni ad uno o più piani in cui l’approccio è l’ottimizzazione del sito attorno ad un “modulo edificio” concepito specificatamente per lo scopo; dall’altra, abbiamo scenari di riqualificazione ed inserimento di centri di elaborazione dati all’interno di organismi edilizi esistenti.Questa seconda opzione, sicuramente meno diffusa della prima, almeno per interventi che superano la decina di megawatt, rappresenta una sfida anche nell’ottica di recupero del patrimonio costruito. Significa valorizzare la specificità del sito e degli edifici che lo costituiscono con anche il recupero degli spazi impiantistici utilizzati dal processo produttivo precedente lavorando a un’ottimizzazione degli spazi e al consolidamento strutturale.Il data center di TIM EnterprisePer fare alcuni esempi concreti.Il nuovo data center di TIM Enterprise, ad esempio, risponde in modo eccellente alle esigenze di sostenibilità ed efficienza.Il progetto ha avuto inizio con una grande operazione di retrofitting: un centro di produzione tessile dismesso è stato trasformato in un moderno data center, rigenerando così l’area nella continuità della funzione produttiva e contribuendo al recupero del patrimonio edilizio esistente. Il processo di certificazione, cominciato in fase di progetto e proseguito in fase di realizzazione, si è basato sull’adozione di tutte le soluzioni che, anche considerando l’intervento di ristrutturazione, permettessero l’ottenimento dei crediti previsti.Certificazioni e performance: LEED Gold, risparmio idrico ed energeticoTra i principali punti affrontati: gestione dei rifiuti, con un piano di gestione e recupero superiore all’80%; risparmio idrico, sia indoor, mediante una rete duale e recupero acque meteoriche, sia outdoor, con l’utilizzo di piante native e adattive con capienza della vasca tale da poter eventualmente implementare con un sistema duale l’irrigazione, al bisogno. Un vero e proprio progetto mission critical che, nei primi spazi entrati in servizio, ha confermato il raggiungimento degli obiettivi di progetto e che si è già aggiudicato i massimi riconoscimenti in ambito di efficienza energetica e ambientale, come le certificazioni LEED Gold, ANSI TIA. Rispetto a un sito base, ha infatti un risparmio idrico indoor del 47,38%, un risparmio energetico del 52% e una percentuale di rifiuti di cantiere recuperati dell’83%.Siziano, alle porte di Milano: un data center greenfield tra i più evoluti d’EuropaUn operatore data center internazionale si è dotato di un progetto greenfield, riconosciuto LEED Gold, la certificazione che premia la sostenibilità. La progettazione architettonica e impiantistica è in questi casi un processo complesso e approfondito per garantire le stesse performance di sicurezza, affidabilità ed efficienza energetica che caratterizzano la leadership della società negli Stati Uniti. Il data center è collocato a Siziano, alle porte di Milano, all’interno di una vasta area di 100.000 mq e ha una superficie di 42.000 mq. È dotato della più avanzata tecnologia, multitenant, Tier IV, adottata dal data center di Las Vegas. È uno tra i più grandi ed evoluti in Europa e soddisfa gli elevati standard delle tre certificazioni: “Tier IV Facility“, “Tier IV Design” e “Tier IV Gold Operations” dell’Uptime Institute.Formazione e competenze per i progettisti impiantisti del futuroInfine, lo sviluppo di queste infrastrutture richiede anche competenze e professionisti operativi fin da subito. Riscontriamo però che la formazione tradizionale fatichi a stare al passo, per questo abbiamo promosso un Masterkeen Mep pensato per la crescita dei progettisti impiantisti di nuova generazione, che nella nuova edizione abbiamo volutamente concentrato in ambito data center.Con questa verticalizzazione, i partecipanti acquisiscono una preparazione distintiva e fortemente richiesta dal mercato, con prospettive concrete di crescita professionale in un segmento strategico e innovativo. Ci rivolgiamo a ingegneri, tecnici, architetti e professionisti interessati a sviluppare competenze concrete e utili al mercato, senza richiedere prerequisiti tecnici specifici sul BIM.Data center come leva strategica per la transizione ecologica e digitaleRiteniamo quindi che i data center possano configurarsi non solo come infrastrutture tecnologiche, ma come veri e propri attivatori di rigenerazione urbana e territoriale. In questa prospettiva, il loro sviluppo assume un valore che va oltre la dimensione funzionale: diventa leva strategica per la transizione ecologica e digitale, capace di generare impatti positivi duraturi sulle comunità e sui sistemi locali.La sfida progettuale, oggi, è quindi quella di continuare a promuovere questi modelli verso livelli sempre più avanzati di integrazione, efficienza e responsabilità, trasformando ogni intervento in un’opportunità concreta di innovazione sostenibile.











