Ogni ricerca online, ogni video in streaming, ogni pagamento digitale, ogni prompt inviato a un chatbot di intelligenza artificiale finisce prima o poi nello stesso luogo: un data center. Per anni, questi capannoni invisibili della nostra vita digitale sono rimasti sullo sfondo. Oggi, complice l’espansione dei servizi di cloud e dell’AI, la loro costruzione ha dato vita a un mercato enorme e in costante crescita. I principali colossi del settore, da Microsoft ad Aws, hanno messo gli occhi sull’Italia. E c’è una regione che da sola raccoglie buona parte degli investimenti, la Lombardia, dove da giorni si discute di una nuova legge regionale volta proprio a regolare la costruzione dei data center.

Secondo un rapporto di A2A e Teha, nel 2024 in Italia erano attivi 168 data center, per una potenza nominale complessiva di 513 MW. Di questi, 318 MW erano in Lombardia e 238 MW nella sola Città metropolitana di Milano: quasi la metà della capacità nazionale. Se si continuano a costruire data center è anche perché cresce il valore economico dei dati. Nel 2024, Microsoft ha annunciato un investimento da 4,3 miliardi di euro in due anni per potenziare in Italia infrastrutture cloud e AI, con un focus sulle regioni del Nord. Amazon Web Services ha previsto oltre 1,2 miliardi di euro in cinque anni per espandere la propria infrastruttura cloud italiana, con ricadute stimate anche su occupazione, manutenzione, costruzione e filiera tecnica.