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10 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:08

L’IA muove cifre da bilancio statale: nel 2024 l’industria ha investito 500 miliardi di dollari in data center. Quest’anno “solamente” Microsoft prevede di spenderne 80. E Bloomberg conta sedici nuovi miliardari legati al segmento infrastrutturale della filiera. In concreto, un data center è un enorme edificio in cui vengono stipati migliaia di computer. Ciascun server esegue miliardi di calcoli al secondo, alimentando i grandi modelli linguistici (come Chat GPT): è il motore della rivoluzione industriale in corso.

I governi di tutto il mondo dispensano incentivi e sgravi fiscali per attrarre hyperscaler – i grandi gestori – e impiantare “gigafactory” nel territorio: l’obiettivo è tenere il passo con l’innovazione, per non essere tagliati fuori dalla corsa all’IA. Tra gli effetti benefici attesi, la creazione di posti di lavoro e il rilancio di aree economicamente depresse. Le aziende che vincono le commesse pubbliche accumulano fondi, gonfiando i listini di borsa. Mentre gli investitori più avveduti, che hanno fiutato l’affare prima degli altri, si fregano le mani. Bolle e cataclismi finanziari a parte, beninteso.