L’economia dei data center è in piena crescita. Grazie a questo boom, Nvidia ha superato la capitalizzazione di 5mila miliardi. Le BigTech stanno investendo massicciamente per dotarsi dei centri di calcolo necessari a conquistare posizioni dominanti nell’intelligenza artificiale generativa. E persino in Italia, come riporta Laura Serafini sul Sole 24 Ore del 2 novembre, sono previsti 14 nuovi data center, per 2,5 miliardi. I dubbi non mancano. Alcuni studiosi, per esempio all’MIT, pubblicano ricerche che dimostrano come l’introduzione dell’intelligenza artificiale abbia finora prodotto scarsi benefici in termini di produttività. Innumerevoli osservatori giudicano questa ondata di investimenti come frutto di una bolla finanziaria. Persino la riduzione dei posti di lavoro prevista da molti studiosi come conseguenza dell’intelligenza artificiale non è data per certa da tutt. Ma tra i molti argomenti problematici controversi, uno è relativamente sicuro: questa economia dei data center è assetata di energia elettrica.

Il rischio energetico

Già da tempo il problema è sentito. Il blackout spagnolo dell’aprile scorso ha dimostrato come i sistemi dell’energia e dell’informazione siano ormai diventati un unico sistema estremamente complesso. Un malfunzionamento alla rete elettrica può bloccare non soltanto la distribuzione di energia ma anche qualsiasi attività economica connessa a Internet, cioè quasi tutto.