Di smart city, città intelligente, si parla da anni, ma spesso il termine è utilizzato in modo vago o improprio, a volte con un focus esclusivamente tecnologico, altre volte con un’approccio futuristico o persino fantascientifico. In realtà si tratta di qualcosa di molto concreto: nel 2025 il mercato italiano delle smart city ha raggiunto circa un miliardo di euro, con mobilità intelligente, illuminazione pubblica, monitoraggio ambientale e del territorio come aree principali di investimento. Segno che sta diventando un concetto centrale nelle agende delle amministrazioni locali. Ma cosa sono davvero le città innovative? E qual è la situazione in Italia? Vediamolo insieme.Indice degli argomenti

Smart city: cosa sonoQuali sono le caratteristiche di una smart cityA cosa servono le smart cityItalia quarta in Europa per numero di smart cityOsservatorio Smart City Polimi 2026 (dati Italia 2025)Osservatorio Smart City Polimi 2025 (dati Italia 2024)Smart city e PNRR: quanti fondi sono destinati dal governo alle città intelligentiSmart city post PNRR: cosa succederà dopo il 2026Esempi di smart city in ItaliaLe città italiane più smart nel 2026City Vision Score 2025: Bologna al primo posto, forte presenza delle città del NordestTorino campionessa della Mobility as a ServiceICity Rank 2024: in testa Bergamo, Bologna, Firenze“City Vision Score 2024 – 2025”: Milano al primo postoOsservatorio Smart City Polimi 2024: le più smart Milano, Bolzano e TrentoICity Rank 2023: le più smart sono Bergamo, Firenze, Milano e ModenaCity Vision Score 2023: sul podio Milano, Trento e BolzanoICity Rank 2022: le smart city d’Italia sono Firenze e MilanoSmart city e servizi onlineSmart city come città sostenibile: una definizioneCittà sostenibili: Trento la N.1 nello Smart City Index EY 2020Smart city e inquinamentoSmart city: gli esempi in ItaliaBrescia: il gemello digitale, i test per auto a guida autonoma e illuminazione smartFirenze e i droniVenezia hi-techTorino smart city per HarvardGenova: bus, metro e funicolari connessi in un’unica retePinerolo: i condomini ad energia rinnovabileCagliari e i sensori intelligenti per raccogliere dati sul microclimaRoma e la digitalizzazione del rapporto con la PASmart city: esempi di smart city in EuropaViennaLondraBarcellonaAmsterdamBerlinoEsempi di smart city nel mondoSaint AlbertEsempi di smart city in AsiaSingaporeQUI UNA LISTA DI SMART CITY IN ASIALe città del futuroNeom, la smart city in Arabia SauditaLa città del futuro di ToyotaTelosa, il sogno della metropoli eco-sostenibile nel desertoAtene e il progetto di smart city nel PireoMalesia, la Discovery City dell’economia circolareSmart City, quali tecnologie vengono usate nelle città intelligentiTecnologia 5G: le telecomunicazioni per le smart cityTecnologia Internet of Things per le città sostenibiliTecnologia intelligenza artificiale per smart city sostenibili5 esempi di tecnologie per le smart city1. Vienna e i semafori intelligenti2. Amburgo e il biogas3. Barcellona e lo smart parking4. Fukushima e i sensori5. Albertslund e la gestione dei rifiuti6. Istanbul per una mobilità più smartI trend dell’Intelligent City nel 2021Smart city o “città felici” nel 2022?Smart city: l’acceleratore in ItaliaSmart city e smart mobilitySmart citizenship: accedere a dati e informazioniSmart city e intelligenza artificialeSmart city ed economia circolareLavori e competenze necessarie per il futuro delle smart cityQuali sono i benefici delle smart citySmart city e sicurezza dei datiCritiche alle smart city e svantaggi per i cittadiniSmart city: organizzazioni ed eventi in ItaliaMilano Smart City Alliance: l’alleanza promossa da AssolombardaMUSA: 100 progetti per una Milano più smartA Roma L’Elis Smart City LabLa definizione stessa di smart city si è evoluta nel tempo con la rapida evoluzione delle tecnologie, dei processi di digitalizzazione e delle mutevoli esigenze delle città. Organizzazioni, istituzioni e centri di ricerca hanno dato varie definizioni del concetto di smart city, ognuno privilegiando una o più prospettive.Questa la definizione dell’Unione europea:“Una smart city è un luogo in cui le reti e i servizi tradizionali sono resi più efficienti con l’uso di soluzioni digitali a beneficio dei suoi abitanti e delle imprese.Una città intelligente va oltre l’uso delle tecnologie digitali per un migliore utilizzo delle risorse e minori emissioni. Significa reti di trasporto urbano più intelligenti, impianti di approvvigionamento idrico e di smaltimento dei rifiuti migliorati e modi più efficienti per illuminare e riscaldare gli edifici. Significa anche un’amministrazione cittadina più interattiva e reattiva, spazi pubblici più sicuri e un migliore soddisfacimento delle esigenze di una popolazione che invecchia”.La smart city è, in definitiva, una città che gestisce le risorse in modo intelligente, mira a diventare economicamente sostenibile ed energeticamente autosufficiente, ed è attenta alla qualità della vita e ai bisogni dei propri cittadini. È, insomma, uno spazio territoriale che sa stare al passo con le innovazioni e con la rivoluzione digitale, ma anche sostenibile e attrattiva. Le smart city sono più competitive della media delle altre città e rappresentano un volano importante per l’economia di un Paese.Quali sono le caratteristiche di una smart cityNelle smart city – almeno in quelle ideali teorizzate dalla letteratura sull’argomento – è presente un elevato livello di connettività e i numerosi sensori di cui è costellata sono in grado di raccogliere ingenti masse di dati, le strade sono percorse da auto elettriche e a guida autonoma, gli incroci sono regolati da semafori intelligenti, gli oggetti si scambiano informazioni tra di loro grazie all’Internet of Things. Ma ci sono anche ampi spazi verdi, il traffico è fluido ed è possibile praticare una mobilità sostenibile fatta di bike sharing, car sharing e auto ibride o elettriche. Per tutti questi motivi la smart city è costellata di sensori che generano una grande quantità di dati, i quali possono alimentare servizi più evoluti ed in tempo reale, e permettere alle amministrazioni una gestione sempre più efficiente.Il concetto di Smart City va quindi oltre le innovazioni tecnologiche e racchiude in sé un nuovo modo di vedere la realtà urbana, improntato sul benessere dei cittadini e l’efficienza energetica.Un sogno, una visione o qualcosa di concreto che viene già applicato? Nella realtà italiana la città intelligente stenta ancora a decollare: a parte gli esempi di alcune città più grandi, sono ancora pochi i Comuni che hanno colto i benefici dell’innovazione applicata al contesto urbano.A cosa servono le smart cityL’obiettivo finale di una città smart è migliorare la vita dei cittadini e chi si trova a vivere e muoversi in quella città. Varie ricerche hanno dimostrato che un luogo di questo tipo è in grado di offrire una serie di benefici fra i quali l’aumento dei livelli di salute di chi vi risiede, una riduzione dell’inquinamento, maggiori possibilità di lavoro e anche un ritorno in termini di guadagno finanziario. A questo proposito si prevede che i ricavi globali previsti per le tecnologie, i prodotti e i servizi delle città intelligenti raggiungeranno i 129 miliardi di dollari nel 2021. Questo fatturato include tutte le entrate generate dalle aziende che offrono tecnologie e prodotti in grado di creare maggiore valore all’interno dell’ambiente cittadino. Per esempio aziende che forniscono l’infrastruttura necessaria (tecnologie di cloud computing e connettività) o prodotti per la smart home.Smart city post-pandemiaLa pandemia di Covid-19 ha stimolato una riflessione sul concetto di smart city, evidenziando la necessità di affrontare problemi come l’inquinamento atmosferico, responsabile secondo l’OMS di 8 milioni di morti all’anno a livello globale. Il periodo post-pandemico ha visto un incremento dello smart working, influenzando la distribuzione urbana. Carlo Ratti, esperto di innovazione urbana, aveva previsto un cambiamento negli equilibri geografici e urbani, favorendo i centri di taglia media ben collegati. Non è ancora chiaro se questo scenario si sia o meno realizzato completamente.A QUESTO LINK IL PROGRAMMA DI ETA BETA DI RAI RADIO 1 SULLE SMART CITY CONDOTTO DA MASSIMO CEROFOLINIItalia quarta in Europa per numero di smart cityL’Italia sembra avere un’ottima posizione in Europa per quanto riguarda il numero di smart city: lo rivela una lista elaborata dalla Commissione Europea, con una classifica che comprende 194 città di 26 Paesi dell’UE (tutti tranne Cipro, che non ne ha nessuna), oltre al Regno Unito, alla Svizzera, alla Serbia e alla Turchia.Con 13 città intelligenti che figurano nello Smart Cities Marketplace della UE, l’Italia si colloca subito dietro la Svezia (14 città digitali), la Germania (15) e la Spagna, che guida la classifica con 21 smart city.Osservatorio Smart City Polimi 2026 (dati Italia 2025)L’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, presentato a maggio 2026, stima che nel 2025 il mercato italiano delle Smart City valga oltre un miliardo di euro, trainato da mobilità intelligente, illuminazione pubblica e monitoraggio ambientale. Il PNRR ha accelerato la trasformazione urbana: tra il 2023 e il 2025 il 76% dei comuni ha finanziato progetti Smart City, ma la fine del Piano impone la ricerca di nuove fonti di finanziamento. Nonostante questo, gli enti locali prevedono di continuare a investire soprattutto in sicurezza, Comunità Energetiche Rinnovabili e servizi ai cittadini.Le principali criticità restano la carenza di personale, risorse economiche e competenze tecniche. In questo contesto prende forza il modello della Smart Land, basato sulla collaborazione tra comuni, regioni e partner privati per condividere infrastrutture e competenze. L’intelligenza artificiale è ancora poco diffusa nei comuni italiani (7%), ma la sua adozione è destinata a crescere rapidamente grazie al potenziale di migliorare l’efficienza amministrativa, la gestione dei servizi e il supporto alle decisioni. Rimangono però aperte le sfide legate a governance, sicurezza, trasparenza, tutela dei dati personali e sostenibilità energetica delle infrastrutture digitali.Osservatorio Smart City Polimi 2025 (dati Italia 2024)Nel 2024 il mercato italiano delle Smart City ha raggiunto 1,05 miliardi di euro, con una crescita del +5%, che è una percentuale di rilievo, seppure inferiore alla media europea (+9%). Le aree principali di investimento sono l’Illuminazione pubblica (circa 240 milioni di euro, 23% del totale) e la Mobilità intelligente (circa 215 milioni di euro, 20% del totale), ma tra le iniziative più diffuse, con investimenti minori, ci sono anche progetti di sicurezza e sorveglianza (adottati dal 27% dei comuni nel biennio 2023-24) e Comunità Energetiche Rinnovabili (sempre 27%). Sono alcuni dei principali risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, presentata il 7 maggio 2025 al convegno “Smart City, dove innovazione e sostenibilità si incontrano”.Secondo la ricerca, il 42% dei comuni ha avviato progetti nel 2024 e il 91% vuole farlo nei prossimi due anni. Nelle sfide del cambiamento climatico, la sostenibilità è una priorità trasversale per le città smart, ma mancano approcci strutturati e regole condivise che consentano una rendicontazione efficace e una valutazione solida degli impatti generati, anche sul piano economico e sociale.L’intelligenza artificiale è conosciuta dal 92% dei cittadini, che sono favorevoli al suo uso in città per la sicurezza pubblica, il monitoraggio delle emergenze e la gestione dei guasti alle infrastrutture. Ma ad oggi solo il 4% dei Comuni adotta l’AI nei progetti smart, mentre il 35% la vuole sfruttare entro 2 anni. La principale barriera ai progetti Smart City è la carenza di personale, per il 71% dei comuni italiani, e quindi anche di competenze interne, soprattutto per gestire l’innovazione e per coinvolgere la cittadinanza.Smart city e PNRR: quanti fondi sono destinati dal governo alle città intelligentiIl Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che fornisce un quadro strategico di riforme da avviare da qui al 2027 per investire 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa e ripartiti tra i diversi Stati membri, si occupa anche di smart city. Il tema è toccato all’interno di varie missioni. In particolare sono destinati:—40 milioni di euro alla Mobility as a Service (il bando è stato vinto da Millano, Napoli e Roma. QUI tutti i dettagli) (Missione 1)— 2,5 miliardi per la Gestione del rischio di alluvione e del rischio idrogeologico (Missione 2)– – 740 milioni di euro per Infrastrutture di ricarica elettrica (Missione 2)–900 milioni per una Rete idrica più digitale (missione 2)—1 miliardo per Strade più sicure (Missione 3)— 2,5 miliardi di euro in Piani urbani integrati (inclusione e coesione sociale)Dal PNRR 17 miliardi per le smart city in Italia nel 2022.Smart city post PNRR: cosa succederà dopo il 2026Negli ultimi anni, il PNRR ha accelerato i progetti di innovazione urbana: tra il 2023 e il 2025 – dice una ricerca dell’Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano – i fondi sono stati utilizzati dal 76% dei comuni per iniziative di Smart City, una quota che si alza all’84% per gli enti locali con meno di 5.000 abitanti. Ma la scadenza del Piano, a giugno 2026, pone una sfida di sostenibilità economica: l’85% delle amministrazioni locali cercherà nuovi bandi regionali, nazionali o europei, il 49% utilizzerà maggiormente le risorse interne dell’ente, mentre un comune su cinque (22%) non ha una strategia post PNRR. Nonostante l’incertezza economica, i comuni hanno in programma di continuare a investire nel biennio 2026-2027: il 69% in sicurezza, il 67% in CER (Comunità Energetiche Rinnovabili) e il 56% in servizi al cittadino.Esempi di smart city in ItaliaQuali sono in Italia, nel 2026, le città più smart, cioè quelle in grado di integrare mobilità sostenibile, gestione intelligente dell’energia, servizi pubblici digitali, governance basata sui dati, inclusione sociale e resilienza climatica?In realtà non esiste una graduatoria unica e definitiva. Le classifiche più autorevoli elaborate da organizzazioni come EY, FPA (ICity Rank), Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano, IMD Smart City Index, ANCI e ISTAT misurano aspetti differenti: alcune privilegiano la maturità digitale delle amministrazioni, altre la sostenibilità ambientale, altre ancora la percezione dei cittadini o la qualità della mobilità urbana.Confrontando i principali studi disponibili emerge una notevole convergenza: alcune città compaiono sistematicamente ai vertici grazie a una strategia ormai consolidata.Ecco una classifica.Le città italiane più smart nel 2026PosizioneCittàPunti di forza1MilanoMobilità intelligente, digitalizzazione, innovazione2BolognaGovernance digitale, dati urbani, sostenibilità3TorinoMobilità connessa, innovazione industriale4TrentoSmart governance, qualità della vita5BolzanoEnergia, sostenibilità, servizi digitali6BergamoPA digitale, innovazione urbana7VeneziaGestione intelligente del turismo e della mobilità8FirenzeServizi digitali, open data9RomaTrasformazione digitale e mobilità10ModenaMobilità, innovazione industriale(La graduatoria sintetizza le evidenze più ricorrenti provenienti dagli studi di EY Human Smart City Index, ICity Rank di FPA, Osservatorio Smart City del Politecnico di Milano e IMD Smart City Index).Ma vediamo, classifica per classifica, quali città sono considerate più smart in assoluto.City Vision Score 2025: Bologna al primo posto, forte presenza delle città del NordestBologna è la città più smart d’Italia 2025, infrangendo il primato di Milano, che finisce al 39esimo posto. Questo il risultato chiave del City Vision Score 2025, l’indice, curato da Blum e Prokalos, che misura su una scala da 10 a 100 il grado di “intelligenza” di tutti i 7.896 comuni italiani. I dati dello score sono stati resi noti durante gli Stati generali delle città intelligenti del 20 e 21 ottobre.Il report completo del City Vision Score può essere scaricato QUILa metodologia del City Vision Score si basa su 30 indicatori distribuiti in 6 dimensioni – smart governance, smart economy, smart environment, smart living, smart mobility e smart people – con dati normalizzati da fonti istituzionali. Il rapporto propone letture per macro aree geografiche (Nord, Centro, Sud e Isole), per classi dimensionali, un focus dedicato ai capoluoghi e un approfondimento sulla dimensione Smart Living, dedicato alla valutazione del grado di benessere dei contesti urbani.Dalla classifica generale emerge che l’Italia più smart ha il baricentro spostato a Nordest. Nelle prime quindici posizioni dello score compaiono infatti solo comuni di questa zona del Paese. Al primo posto, come detto, c’è Bologna seguita da Villa Lagarina (TN), Imola (BO), Spormaggiore (TN), Carpi (MO), Badia (BZ), Andalo (TN), Bagno di Romagna (FC), Stenico (TN), Castel San Pietro Terme (BO), Castel Guelfo di Bologna (BO), Mordano (BO), Lavis (TN), Tione di Trento (TN), Bressanone (BZ).Il sorpasso di Bologna su Milano (che conta comunque sul terzo posto tra i comuni capoluogo), racconta una competizione sempre più orientata agli esiti: la città emiliana primeggia perché tiene insieme smart economy e mobilità sostenibile, con governance della domanda, integrazione modale e servizi affidabili. Lo Score premia la coerenza tra progettazione e risultati percepiti dai cittadini.Gap Nord-Sud. Il City Vision score 2025 fotografa anche quest’anno un divario Nord-Sud marcato: non si tratta soltanto di una distanza nei punteggi, ma dell’effetto cumulativo di dotazioni infrastrutturali, continuità degli investimenti e capacità amministrativa. All’interno di questo quadro, però, emergono nicchie di eccellenza in territori periferici e in piccoli comuni, dove reti tra amministrazioni, servizi di prossimità e filiere locali trasformano l’innovazione in risultati misurabili. È il caso della Sardegna, che nella classifica dei migliori borghi del Sud occupa tutte le prime 4 posizioni con Masullas (OR), Siligo (SS), Fordongianus (OR) e Villaurbana (OR).La crescita del Centro Italia. La novità dell’anno è la crescita del Centro Italia: i comuni della macroarea presenti nelle prime 200 posizioni raddoppiano da 10 a 23, grazie al primato della Toscana e delle Marche che con Bagno a Ripoli (FI) al 16esimo posto e Visso (MC) al 90esimo si confermano le Regioni più virtuose della macroarea. Si ridisegna anche l’effetto trascinamento dei grandi poli: il raggio medio d’influenza scende da 50 a 40 chilometri e si rafforzano i progetti intercomunali, l’interoperabilità dei dati e i servizi di rete. La maggiore diversificazione della parte alta della classifica – con 9 regioni e 24 province nelle prime 100 posizioni – indica come i modelli di smartness si stiano adattando ai contesti locali; contano l’aderenza alle vocazioni territoriali e l’integrazione tra tecnologie e servizi di prossimità.Torino campionessa della Mobility as a ServiceLa Città di Torino è stata premiata a novembre 2025 come “Top MaaS City” in occasione dei MaaS Star Awards 2025, l’iniziativa promossa da MaaS Alliance per celebrare i dieci anni di attività dell’organizzazione e riconoscere i progetti più innovativi nel campo della Mobility as a Service (MaaS) a livello mondiale.La cerimonia di premiazione si è svolta allo Smart City Expo World Congress di Barcellona, durante il MaaS Alliance Membership Forum.Il premio riconosce a Torino il ruolo di città pioniera nella costruzione di un sistema di mobilità urbana intelligente, integrata e sostenibile, grazie al progetto MaaS ToMove, coordinato dalla società partecipata 5T all’interno del programma nazionale MaaSforItaly – finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e del PNC e gestito dal Dipartimento per la trasformazione digitale (DTD) con il supporto del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti (MIT).ICity Rank 2024: in testa Bergamo, Bologna, FirenzeLe 8 città “full digital” del 2024, cioè quelle che hanno integrato la tecnologia in tutti gli aspetti di infrastruttura e servizi, sono Bergamo, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Modena, Roma e Venezia secondo ICity Rank 2024. Si tratta della ricerca annuale sulla trasformazione digitale dei 108 Comuni Capoluogo realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, presentata il 28 novembre 2024 a FORUM PA Città, evento dedicato all’innovazione urbana. Dalla ricerca emerge anche che 30 Comuni italiani stanno rapidamente migliorando nel percorso di maturità digitale. Crescono i punteggi medi, con un balzo avanti soprattutto nella digitalizzazione amministrativa per effetto dei progetti PNRR, mentre si riducono i divari tra grandi e piccoli centri e tra Nord e Sud, con un miglioramento sensibile del Mezzogiorno.“City Vision Score 2024 – 2025”: Milano al primo postoMilano si conferma la città più smart d’Italia, grazie alle ottime performance nella smart economy e nella mobilità. Persiste il divario cronico tra le città del Nord e del Sud Italia, pur in presenza di contesti periferici e piccoli Comuni che dimostrano di poter essere smart. I Comuni più grandi, spesso poli di riferimento, fungono da traino per i territori circostanti, con beneficio anche di quelli più piccoli entro un raggio di 50 chilometri. Sono alcuni degli elementi emersi dal report “City Vision Score 2024 – 2025″, curato da Blum e Prokalos per City Vision, piattaforma di eventi, contenuti, rete, per contribuire alla trasformazione intelligente dei territori.Nelle prime posizioni del City Vision Score sono rappresentate 4 Regioni e 13 Province, la conferma di un’ampia distribuzione di eccellenze in tutto il Paese. I punteggi medi delle città italiane, pur positivi, indicano ampi margini di miglioramento, segnalando che la strada verso una trasformazione smart del Paese è ancora lunga.Osservatorio Smart City Polimi 2024: le più smart Milano, Bolzano e TrentoGli Italiani considerano Milano come la città più smart d’Italia. A seguire Bolzano e Trento, Bologna e Torino. Sono alcuni risultati della ricerca dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano, presentata il 10 maggio 2024 al convegno “Smart City: alla ricerca di una strategia vincente”. Seguono diverse città del Centro-Nord, mentre il Sud e le Isole non rientrano nella top 10.Il 2023, prosegue la ricerca, è stato l’anno che ha segnato un risultato storico per il mondo delle Smart City. Per la prima volta, infatti, il mercato italiano ha raggiunto un miliardo di euro, +11% rispetto al 2022. Allo stesso tempo, però, ha segnato una crescita meno marcata rispetto agli anni precedenti (+23% nel 2022), frenata dalle priorità dettate dal PNRR e dai tentennamenti su alcuni fondi del Piano destinati ai comuni. Considerando gli investimenti pubblici nel 2023, il 23% del valore di mercato è dato da iniziative legate all’illuminazione pubblica e il 21% alla Smart Mobility. A seguire Smart Metering e Smart Grid. Permangono però ostacoli significativi allo sviluppo di queste tecnologie: la carenza di personale (52%), la mancanza di risorse economiche (48%) e di competenze interne ai comuni (47%). I comuni che sono riusciti, nonostante tutto, a portare avanti progetti di Smart City hanno poi effettivamente colto benefici in linea o addirittura superiori alle aspettative (78%). L’86% dei comuni ha inoltre intenzione di avviare progetti nei prossimi tre anni. Le città Smart sono percepite dai loro abitanti come più sostenibili (50% vs 36% di chi abita in città non considerate Smart), inclusive (50% vs 32%), innovative (49% vs 25%) ed efficienti (49% vs 34%).ICity Rank 2023: le più smart sono Bergamo, Firenze, Milano e ModenaSono Bergamo, Firenze, Milano e Modena le città italiane più innovative secondo ICity Rank 2023, la ricerca annuale sulla trasformazione digitale dei 108 Comuni Capoluogo realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360. Le quattro città “leader” sono tallonate da Bologna, Genova, Torino, Trento, Venezia. Seguono Cagliari, Cremona, Padova, Roma Capitale, Monza, Parma e Vicenza che, insieme alle altre, compongono il gruppo delle 16 città “altamente digitali”.QUI i dettagli della ricercaLe smart city italiane del 2023: classifica completa04City Vision Score 2023: sul podio Milano, Trento e BolzanoCity Vision Score stila una classifica delle città intelligenti del Paese mettendo in luce, grazie a 30 indicatori misurabili, il grado di “smartness” di tutti i 7.901 Comuni italiani, da Nord a Sud. City Vision è un progetto di Blum e Padova Hall organizzato con il Comune di Padova con il supporto di Regione Veneto – Agenda digitale del Veneto, Gli indicatori prendono in considerazione 6 dimensioni: smart governance, economy, environment, living, mobility, people.I dati della ricerca mostrano nella top 10 una prevalenza delle città del Nord, con la rilevante eccezione di Roma. Il primo posto tra le città capoluogo intelligenti se lo aggiudica Milano, con il podio completato da Trento e Bolzano, rispettivamente al secondo e terzo posto. La quarta posizione è per Monza, mentre le successive vanno in Emilia-Romagna, con il quinto posto di Reggio Emilia e il sesto di Bologna. Al settimo posto c’è Brescia, seguita da Roma, ottava, da Padova, nona, e da Bergamo, che con la sua decima posizione completa il poker lombardo.Città oltre 500mila abitantiInfine, se si prendono in considerazione i comuni con una popolazione che supera 500mila abitanti, ecco la classifica delle sei città di questa categoria – vere “metropoli” per gli standard italiani: al primo posto troviamo Milano, seconda Roma, terza Torino, al quarto posto c’è Genova, al quinto Palermo e in sesta posizione Napoli.Città medio-grandiTra le città che contano tra 50 e 100mila abitanti, il City Vision Score 2023 rileva il miglior punteggio, per il Nord, a Imola (69.121 abitanti in provincia di Bologna, Emilia-Romagna), per il Centro, a Fano (59.785 abitanti in provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche), e per il Sud, a Teramo (51.548 abitanti in Abruzzo, unico capoluogo di provincia della categoria).I Comuni più piccoliTra i Comuni più piccoli, con una popolazione inferiore a 2mila abitanti, i più “smart” sono: al Nord, Rhêmes-Notre-Dame (79 abitanti, in Valle d’Aosta); al Centro, Lunano (circa 1.426 abitanti, in provincia di Pesaro e Urbino, nelle Marche); al Sud, Ancarano (circa 1.824 abitanti, in provincia di Teramo, Abruzzo).Tra i Comuni che contano tra 2mila e 50mila abitanti, la classifica premia al Nord, Assago (9.232 abitanti, in provincia di Milano, Lombardia); al Centro, Sesto Fiorentino (48.742 abitanti, in provincia di Firenze, Toscana); al Sud, Sestu (20.773 abitanti, in provincia di Cagliari, Sardegna).ICity Rank 2022: le smart city d’Italia sono Firenze e MilanoFirenze e Milano si confermano prime in Italia come città più digitali e smart, seguite da un terzo gruppo di città a pari merito: Bergamo, Bologna, Cremona, Modena, Roma Capitale e Trento. Lo stabilisce ICity Rank 2022, la ricerca di FPA, società del gruppo DIGITAL360, presentata il 29 novembre 2022 a FORUM PA Città. La graduatoria dei 108 Comuni Capoluogo è stilata sulla base dell’indice di trasformazione digitale, ottenuto come media aritmetica di otto indici settoriali, che sintetizzano 35 indicatori basati su 150 variabili: servizi online, canali social, piattaforme abilitanti, open data, apertura, WiFi pubblico, app municipali e IoT.Fino all’avvento della pandemia, Milano deteneva saldamente lo scettro di smart city d’Italia. Poi, nel 2020, la discesa di due posizioni a favore di Firenze, risultata la N.1 nei successivi due anni.A questo link è scaricabile il rapporto completoScorrendo la graduatoria 2022, alla nona posizione troviamo l’ex aequo di Cagliari e Genova, all’11esima Parma e Torino, alla 13esima Brescia e Venezia, alla 15esima Palermo, Prato, Reggio-Emilia, Rimini e Verona, alla 20esima Bari, Cesena e Pisa, alla 23esima Padova, alla 24esima Lecce, Siena e Vicenza. Tutte queste, insieme ai comuni sul podio, compongono il gruppo delle 26 città “digitali”, capaci di utilizzare in modo diffuso, organico e continuativo le nuove tecnologie.Altre 75 sono invece in una fase intermedia nel percorso di crescita digitale e 7 in fondo classifica, a livello critico con indice inferiore a 30 (Rieti, Avellino, Benevento, Foggia, Agrigento, Enna e all’ultimo posto Isernia). Tra i comuni digitali, ben 10 sono capoluoghi metropolitani (su 14 complessivi), quasi tutti del Centro/Nord, a testimonianza del permanere di un certo ritardo del Mezzogiorno e delle realtà più piccole nonostante si evidenzi una tendenza al recupero.Smart city e servizi onlineCon il 63% di giudizi positivi e solo l’11% negativi, gli utenti digitali italiani promuovono l’impegno dei Comuni capoluogo italiani nei servizi online. Lo dice una rilevazione FPA-ICity Club della primavera 2023, a cui hanno partecipato 2.255 utenti digitali. Il 61% degli utenti (soprattutto residenti) ha utilizzato almeno una volta i servizi anagrafici, quelli largamente più frequentati, al secondo posto i servizi tributari (41%), ma cresce anche la fruizione dei servizi di mobilità (31%). Sei utenti su dieci utilizzano interamente un servizio on line. Facebook è il social media delle amministrazioni più frequentato: è utilizzato da 1 utente digitale su 2, almeno una volta alla settimana da 1 su 3. Il 30% utilizza Instagram, il 25% YouTube.Smart city come città sostenibile: una definizioneDal parlare che si faceva fino a pochi anni fa di smart city, si è passati a discutere soprattutto di città sostenibili. Ma cosa significa esattamente? Una città sostenibile è inclusiva, sicura, duratura. Deve porre attenzione alla gestione dei rifiuti e al controllo dell’aria, tutelare e valorizzare il patrimonio paesaggistico e culturale, garantire abitazioni sicure e di qualità e, al tempo stesso, garantire l’accesso ai cittadini alle decisioni riguardanti pianificazione e miglioramento delle città. Una città sostenibile prevede sistemi di sharing o mobilità condivisa, in particolare auto, bici, scooter e monopattini a disposizione dei cittadini, un numero consistente di auto elettriche o ibride, che possono aiutare a ridurre i livelli di CO2 nelle città, e mezzi di trasporto pubblico che funzionano e sono integrati con altri mezzi, nell’ottica della mobility-as-service.Città sostenibili: Trento la N.1 nello Smart City Index EY 2020Nel 2020 è Trento la città con le infrastrutture più sostenibili, seguita da Torino, al secondo posto, e da Bologna, al terzo. È quanto emerge dalla quinta edizione dello Smart City Index di EY diffusa nel 2020: una sorpresa rispetto alla precedente edizione, che vedeva Milano al primo posto, seguita dalle solite Torino e Bologna.Città con la mobilità più sostenibile: chi vince per numero di bici e bike-sharingLa città regina delle infrastrutture ciclabili in Italia è Reggio Emilia, quella con più parcheggi per biciclette Bologna, la star del bike-sharing Firenze, mentre Imperia è il centro urbano con il maggior numero di moto e Firenze quella con più parcheggi per i motocicli. A prediligere una mobilità dolce e sostenibile, animata da biciclette e motociclette in condivisione, è principalmente il Centro e Centro-Nord d’Italia. Sono dati che provengono dal sesto rapporto dell’Osservatorio Focus2R, ricerca promossa da Confindustria ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori) con Legambiente.Smart city e inquinamentoUna smart city, oltre ad essere un centro urbano contraddistinto da tecnologie innovative e sostenibili, è anche una città con un livello molto basso di inquinamento. Eppure, nonostante le varie soluzioni adottate dai governi degli Stati europei e non solo, il tasso di inquinamento delle città continua a crescere. A livello mondiale si stima che circa il 52% delle emissioni mondiali di gas a effetto serra derivino “solo” dalle prime 25 città che compongono la classifica. Secondo i dati dell’OMS sulle “Top 25 città inquinanti nel mondo”, le prime 6 con la peggiore qualità dell’aria sono in Cina: Handan, Shanghai, Suzhou, Dalian, Pechino e Tianjin. L’elenco è interrotto dal settimo posto di Mosca, ma poi riprende la lista di metropoli cinesi inquinate, con qualche eccezione (Bangkok 13esima, Instanbul 14esima). Tokyo occupa il 23esimo posto. La prima metropoli occidentale si trova in fondo alla lista delle 25 ed è New York. L’Europa sembra cavarsela meglio in fatto di qualità dell’aria, ma naturalmente c’è molto da lavorare anche su questo fronte. Come riporta lo studio “Smart cities e qualità dell’aria”, realizzato da Rome Business School, le prime 3 città europee per inquinamento sono Francoforte, che con 46 milioni di tonnellate di Co2 si piazza al 30esimo posto; Atene con 38 milioni di tonnellate di Co2; e Berlino. La prima città italiana per inquinamento è al 52esimo posto ed è Torino.Smart city: gli esempi in ItaliaBrescia: il gemello digitale, i test per auto a guida autonoma e illuminazione smartBrescia è al lavoro dalla fine del 2024 per creare un digital twin, un gemello digitale della città. Attraverso questa tecnologia, l’amministrazione del capoluogo lombardo vuole dotarsi di tutte le informazioni utili per plasmare il suo futuro di smart city. Il gemello digitale consentirà, tra le altre cose, di osservare lo stato del traffico, delle aree verdi pubbliche, permetterà la mappatura delle aree a rischio di eventi estremi e l’analisi degli impatti economici e turistici. Il progetto, che rientra nelle linee programmatiche di mandato 2023-2028, prevede un investimento di un milione di euro e dovrebbe portare online la piattaforma nel giro di due anni.Più in generale, la città sta diventando un laboratorio di innovazione tecnologica e digitale: il 22 gennaio 2025 è stata effettuata in periferia la prima sperimentazione in Europa di un’auto a guida autonoma destinata al car sharing. E il 10 febbraio A2A ha installato 8 pali per l’illuminazione che diventano colonnine di ricarica per veicoli elettrici “City Plug”: un test che in futuro potrebbe estendersi ad altre località.Firenze e i droniFirenze si conferma smart city d’Italia puntando a essere tra le prime città europee a sperimentare l’uso di droni e veicoli elettrici a decollo verticale per il trasporto di persone, merci e farmaci. Il Comune del capoluogo toscano e l’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) hanno firmato a maggio 2022 un protocollo per la promozione della mobilità aerea avanzata, ovvero l’utilizzo di droni e veicoli elettrici a decollo verticale (VTOL) per il trasporto di persone, merci e farmaci. Il progetto, come spiegato il sindaco Dario Nardella, è far volare i droni sopra Firenze entro i prossimi 3 anni.Venezia hi-techIn Italia c’è una sola città (finora) con una cabina di regia hi-tech per la gestione digitale di mobilità e sicurezza: Venezia. Per realizzarla è stato utilizzato per la prima volta un modello ancora poco frequentato: il partenariato per l’innovazione, previsto dal nuovo Codice degli Appalti e che permette di fare Open Innovation anche alle pubbliche amministrazioni.La Smart Control Room aperta sull’Isola Nuova del Tronchetto è stata realizzata dal Comune di Venezia con TIM e Olivetti seguendo un processo che, se percorso da altre amministrazioni pubbliche, potrebbe certamente semplificare e probabilmente accelerare l’innovazione nella PA necessaria per lo sviluppo delle Smart City.Torino smart city per HarvardA fine maggio 2021 Harvard Alumni Entrepreneurs, organizzazione internazionale di alumni dell’università americana con un focus su imprenditorialità e innovazione, ha annunciato di aver scelto Torino come modello di laboratorio urbano per il primo appuntamento di “Smart Cities“, un ciclo di eventi online sulle città intelligenti. Fra i temi, la Casa delle tecnologie emergenti alla quale l’organizzazione si è mostrata interessata per un futuro coinvolgimento come partner. “Mi auguro che questo evento sia l’inizio di un prestigioso nuovo asse dell’innovazione internazionale che vede Torino proiettata come città intelligente e nodo dell’innovazione globale” ha dichiarato l’assessore all’Innovazione Marco Pironti.Genova: bus, metro e funicolari connessi in un’unica reteA Genova bus, metropolitana, funicolari e persino ascensori sono e saranno collegati in un’unica rete. Nel capoluogo abitato da 750mila abitanti l’amministrazione ha avviato, nel 2022, una collaborazione con Hitachi in base alla quale l’intero sistema dei trasporti di una città viene connesso alla nuova Smart Mobility suite dell’azienda. La tecnologia può essere utilizzata nelle città di tutto il mondo. Con il programma lanciato a Genova, Hitachi ha connesso 663 autobus, 2500 fermate dell’autobus, la linea della metropolitana utilizzata da 15 milioni di passeggeri all’anno, due funicolari, 1 ferrovia a cremagliera, 10 ascensori pubblici e due tratte suburbane di circa 50 km di autobus.La prima comunità energetica rinnovabile condominiale d’Italia realizzata a Pinerolo dalla società pubblica Pinerolese, Acea Energie Nuove, nell’ambito del progetto Energheia in joint venture con Tecnozenith e in collaborazione con l’Energy Center del Politecnico di Torino, è stata inclusa dall’International Energy Agency fra le best practice mondiali nel report per il G20 di Napoli a luglio 2021 come modello di transizione energetica. I condomìni efficientati tramite ENERGHEIA sono praticamente autonomi in termini di fabbisogno di energia elettrica e riscaldamento/raffrescamento in quanto auto-consumano per il 90% quanto prodotto dall’impianto fotovoltaico e dal solare termico sul tetto.Cagliari e i sensori intelligenti per raccogliere dati sul microclimaIl Comune di Cagliari ha deciso di guardare al futuro e, in collaborazione con Fastweb, a marzo 2022 ha avviato l’implementazione di una infrastruttura che contribuirà a rendere la città sempre più digitale, sicura e attenta all’ambiente. I lavori dovrebbero essere completati entro il 2023.Grazie all’ottenimento dei fondi REACT-EU per la coesione e lo sviluppo territoriale il Comune di Cagliari realizzerà infatti una piattaforma digitale intelligente che raccoglierà tutti i dati e i flussi delle immagini provenienti dal territorio. In particolare la piattaforma implementata da Fastweb collegherà in un unico sistema centralizzato in Cloud tutti i punti di accesso per il wi-fi, le videocamere e i sensori IoT per il monitoraggio del microclima urbano con l’obiettivo di raccogliere informazioni sempre più dettagliate per poter studiare nuove soluzioni per la città.Attraverso l’installazione di sensori intelligenti in grado di rilevare le variazioni di temperatura, di umidità, di pressione atmosferica e della qualità dell’aria sarà possibile raccogliere dati utili per studiare il fenomeno delle cosiddette “isole di calore”, ovvero di quelle zone delle città dove la temperatura risulta più alta rispetto al circondario rurale a causa delle attività dell’uomo e della densità degli edifici urbani, creando così conseguenze sulla salute e in generale sulla qualità della vita dei cittadini.Roma e la digitalizzazione del rapporto con la PASmart city è anche una città con servizi digitalizzati e perciò più efficienti. Il Comune di Roma ha scelto Salesforce per creare una piattaforma integrata di Citizen Relationship Management. Obiettivo: aiutare il Comune e i 15 municipi che lo compongono a costruire un rapporto digital-first e human-centric con i suoi tre milioni di cittadini a cui si aggiungono le imprese, i turisti e i city users rendendo ancora più semplice ed immediata la fruizione dei servizi digitali della pubblica amministrazione.Al canale telefonico si aggiunge una modalità di interazione orientata sempre piu’ al self service. Con un’unica digital identity, e da qualsiasi dispositivo, attraverso il portale MyRhome, i cittadini possono accedere ai servizi pubblici locali (anche quelli delle istituzioni accademiche), presentare e tracciare le richieste, e monitorarne costantemente lo stato di avanzamento.Smart city: esempi di smart city in EuropaSecondo lo studio The Smart City Breakaway 2019 della società internazionale di consulenza Roland Berger, sono 153 le città nel mondo che hanno pubblicato una strategia ufficiale di smart city. 15 di queste hanno progetti che dimostrano un approccio strategico completo. 8 di queste 15sono a uno stadio avanzato di implementazione. Fra le prime tre smart city al mondo secondo la ci sono due capitali europee: Vienna e Londra. Una new entry a sorpresa è la canadese Saint Albert al terzo posto.ViennaVienna è al primo posto per aver ideato e messo in pratica un impianto strategico di smart city omnicomprensivo completato da un’agenda digitale. La strategia viene aggiornata in base al monitoraggio dei risultati.Città di 1,7 milioni di abitanti, si è conquistata il podio soprattutto grazie all’istituzione di un ente coordinatore centrale, la Smart City Agency, dedicata al coordinamento e al monitoraggio di tutti i progetti. Questo approccio ha portato a soluzioni altamente integrate per la mobilità, l’ambiente, l’istruzione, la sanità e la pubblica amministrazione. Per gestire una delle maggiori sfide per le città intelligenti, i big data, Vienna si è dotata della piattaforma VeroCity ed è stata la prima città nel mondo di lingua tedesca a pubblicare dati governativi aperti (open data) a partire dal 2011. Ma VeroCity porta questi open data a un livello completamente nuovo. Le sue capacità di aggregazione e analisi dei dati si basano su Context Broker della Commissione europea, sistema che è in grado di ordinare i dati di tutti i tipi e provenienti da fonti da tutta la città.Il Context Broker consente alla piattaforma di offrire informazioni in tempo reale attraverso dashboard visive che si rivolgono a tutte le parti interessate, dai residenti ai funzionari della città e agli sviluppatori di software. La piattaforma può facilitare le attività quotidiane, come la mobilità urbana, il monitoraggio ambientale, le infrastrutture urbane, l’efficienza energetica e altro ancora. Oltre ai servizi web offerti dalla piattaforma, i dati aperti e le interfacce aperte della città hanno portato a una notevole innovazione, poiché più di 200 nuove app sono state sviluppate da ingegneri del software di terze parti.LondraLondra è al secondo posto in classifica. La capitale londinese, nota per essere una città hi-tech innovativa e favorevole all’ecosistema delle startup, si è dotata di una roadmap digitale con focus dedicato alla smart city e una forte enfasi sui benefici che i cittadini possono ricavare da tecnologia e innovazione. Gli aggiornamenti del suo percorso lungo la strada della smart city sono stati diffusi nel 2013 e nel 2016.BarcellonaNel 2011, il Consiglio Comunale di Barcellona ha lanciato una nuova strategia IT per un piano di trasformazione globale destinato a introdurre l’uso delle nuove tecnologie in modo innovativo al fine di migliorare il funzionamento e la gestione complessiva della città, promuovendo la crescita economica e rafforzando il benessere dei cittadini.Questa strategia era fortemente allineata agli obiettivi di Horizon 2020, il programma dell’Unione europea volto a migliorare il proprio modello di crescita per il prossimo decennio e a creare un percorso di sviluppo più sostenibile, intelligente e inclusivo. La strategia di Barcellona ha anche risposto alle sfide che la città stava affrontando per quanto riguardava la propria organizzazione (Luogo), l’integrazione dei cittadini (Persone), le aziende private (Private) e l’amministrazione locale (Public).Il progetto si è infatti concentrato su processi replicabili che avvicinano la città ai cittadini attraverso iniziative di open data che offrono informazioni preziose a privati e aziende private. Il City Operating System (City OS), ad esempio, è un livello di disaccoppiamento tra fonti di dati e soluzioni di città intelligenti, all’interno del quale diversi moduli open source possono essere aggiunti e collegati tra loro.La piattaforma open data, Smart Citizen, è un altro esempio di processo replicabile implementato a Barcellona che può avvicinare la città ai suoi cittadini. Si tratta di una piattaforma progettata per generare processi partecipativi in città. Collegando dati, persone e conoscenza, funge da nodo per la costruzione di indicatori e strumenti produttivi, aperti e distribuiti, consentendo così agli abitanti di costruire collettivamente la propria città.Lo scopo della strategia di città intelligente di Barcellona era anche quello di generare una crescita sostenibile della città, incoraggiando iniziative legate all’illuminazione intelligente, alla mobilità (ad esempio veicoli elettrici) o all’energia residua (ad esempio reti di riscaldamento e raffreddamento), ma anche legate all’innovazione sociale. Con il progetto «Social Innovation for Communities», ad esempio, il Consiglio comunale di Barcellona ha catalizzato gli sforzi delle organizzazioni, imprenditori e investitori per l’implementazione di soluzioni internazionali comprovate e di successo al contesto locale di Barcellona.AmsterdamNel quartiere Buiksloterham di Amsterdam, situato a nord della capitale olandese, sorge Schoonschip, villaggio galleggiante frutto di un’iniziativa di alcuni cittadini. Si compone di 46 unità abitative distribuite su 30 piattaforme galleggianti chiamate “arche”. I residenti di Schoonschip (questo il suo nome, che letteralmente vuol dire “nave pulita”) sono in tutto 144 e gestiscono il quartiere in un’ottica di “forze e risorse condivise”. Il villaggio è in grado di rispondere al fabbisogno energetico con le sole energie rinnovabili.BerlinoBerlino è la città più smart d’Europa nel 2023 secondo uno studio di Juniper Research, società impegnata nella consulenza sull’Internet delle Cose (IoT). L’analisi ha identificato Berlino come una città leader grazie al suo impegno nel migliorare l’infrastruttura di trasporto, ad esempio con l’app MaaS (Mobility-as-a-Service) Jelbi, che ha unificato il trasporto pubblico e privato in un’unica app. Berlino ha anche intrapreso passi concreti sulla micromobilità condivisa e la generazione di energia rinnovabile, dimostrando un approccio integrato allo sviluppo della città intelligente.Esempi di smart city nel mondoSaint AlbertSaint Albert è una piccola città del Canada nella provincia dell’Alberta, a nord-ovest di Edmonton, lungo il fiume Sturgeon. Ha solo 65mila abitanti, tuttavia Roland Berger la indica come la terza città più smart al mondo grazie a un piano di smart city estremamente completo, che comprende diversi campi strategici con forti aspetti di tecnologia e innovazione.Fondata nel 1861 da padre Albert Lacombe, eroica figura di missionario, Saint Albert è anche pioniera di innovazione: ha infatti lanciato il suo primo Smart City Master Plan nel 2016. Da allora molti progetti innovativi sono stati realizzati e altri sono in cantiere. Questa attività le ha valso almeno una dozzina di premi.Per citare qualche esempio dei progetti presenti e futuri dedicati a fare della città una vera smart city: l’implementazione di un nuovo sistema di gestione di prenotazioni e registrazioni per migliorare i servizi per la salute mentale dei cittadini; la creazione di una foresta comunitaria, con alberi e altra vegetazione destinata a fornire cibo (mele, frutti di bosco ecc. ecc.) per le locali banche del cibo, supportata da una mappatura online; lo sviluppo della tecnologia necessaria a supportare gli anziani nelle loro case (per esempio reti a banda larga, telemetria medica); la realizzazione di un sistema di trasporto intelligente (ITS) con segnali adattivi (es: sistemi di monitoraggio centrale, stazioni di conteggio permanente, stazioni RWIS, Road Weather Information System). La cittadina, la cui popolazione originaria era meticcia (francese e nativa indiana), non dimentica i progetti di inclusione.Move to St. Albert – You won’t regret it!Per quanto riguarda le città più smart nella mobilità, lo scettro va a Stoccolma, indicata dal City Mobility Index (DCMI 2020) di Deloitte come la migliore per muoversi e spostarsi.Esempi di smart city in AsiaSingaporeSingapore è considerata la città più smart del mondo in base a varie classifiche, tra cui un’indagine mondiale elaborata da Smart Cities World. Da tempo, infatti, il governo di questa città-stato è impegnato nella creazione di una Smart Nation, al fine di migliorare la vita dei propri abitanti attraverso l’utilizzo delle più varie tecnologie. Ma proprio perché è così avanzata tecnologicamente, è anche un laboratorio per il futuro dei centri urbani. I visionari di WOHA, celebre studio di architettura con sede a Singapore, fondato nel 1994 da Wong Mun Summ e Richard Hassell, hanno creato il video Singapore 2100 dove questo insediamento è immaginato come una città 50/50: metà della superficie è destinata alla natura e metà agli spazi urbani. Grazie alla biodiversità che prospera, l’effetto dell’isola di calore si riduce, l’aria è più pura e la qualità dell’abitare dei residenti è destinata a migliorare.Singapore 2100QUI UNA LISTA DI SMART CITY IN ASIALe città del futuroNeom, la smart city in Arabia SauditaSi chiama Neom e punta ad essere la prima città al mondo completamente high tech, oltre che la più vasta: la sua estensione dovrebbe essere all’incirca pari a quello del Belgio. Sorgerà infatti su un’area di 26.500 chilometri quadrati nel nord-ovest dell’Arabia Saudita, nella provincia di Tabuk, tra il Mar Rosso e il Golfo di Aqaba. Luoghi pressocché desertici, dai panorami mozzafiato e scarsamente abitati, che ora aspirano a popolarsi di nuove tecnologie. Il costo della smart city è stato quantificato in circa 500 miliardi di dollari. Il piano è noto dal 2017, quando è stato ufficialmente lanciato dal giovane principe ereditario saudita Mohammed Bin Salman (l’Arabia Saudita è una monarchia autoritaria), ma nel 2018 sembra essere passato attraverso una fase di stallo. L’obiettivo resta quello di far decollare almeno la prima fase dell’iniziativa entro il 2025.Sarà alimentata interamente da fonti rinnovabili, la connessione internet sarà libera e ultra veloce in tutte le zone della città, i trasporti utilizzeranno la tecnologia driverless con mezzi a guida autonoma. Neom scommetterà sulla smart mobility, sulla connettività, sui droni, sul rispetto dell’ambiente. Per portare innovazione utilizzerà big data, intelligenza artificiale e riconoscimento facciale. Il tutto in un’area 33 volte più grande di New York.Trojena: la parte montana di NeomTrojena sarà la destinazione montana per turisti e residenti di Neom. Una sintesi di tecnologia, lusso e natura all’interno di Neom, in una location che per ora non esiste ma sarà basata a 50 chilometri dalla costa del Golfo di Aqaba, con montagne alte più di 2000 metri. Nel 2029 ospiterà i giochi invernali asiatici. Trojena sarà composta da sei distretti dove architettura e natura si mischieranno e sarà caratterizzata da diverse tipologie di clima in modo da simulare le 4 stagioni all’interno del suo territorio ma con condizioni stabili per tutto l’anno.La città del futuro di ToyotaAl CES 2020 Toyota ha rivelato i piani per costruire la città del futuro alla base del monte Fuji. Chiamata Woven City, la città si estenderà su una superficie di 70 ettari e presenterà un “ecosistema completamente connesso alimentato da celle a idrogeno”. La città è anche considerata come un “laboratorio vivente” in cui i ricercatori vivranno e lavoreranno su progetti come guida autonoma, robotica, mobilità personale, case intelligenti e intelligenza artificiale. Il design è dell’architetto danese Bjarke Ingels, CEO del gruppo Bjarke Ingels. L’azienda ha lavorato a numerosi progetti di alto profilo tra cui il quartier generale di Google Mountain View e il nuovo World Trade Center di New York. La città sarà ecologica poiché gli edifici saranno costruiti principalmente in legno per ridurre al minimo le emissioni di anidride carbonica. Saranno inoltre dotati di pannelli solari per generare elettricità e contribuire a integrare alla produzione di idrogeno.Telosa, il sogno della metropoli eco-sostenibile nel deserto“Telosa” è la smart city sostenibile che Marc Lore, ex CEO della catena di supermercati Walmart, vuole costruire nel deserto americano. L’imprenditore miliardario ha annunciato il progetto a settembre 2021. La città, chiamata così da “telos” (termine usato nel greco antico per descrivere uno scopo superiore), dovrebbe estendersi per circa 106 km quadrati ed ospitare 5 milioni di persone. Le sue particolarità: un’architettura ecologica, una produzione di energia sostenibile e un sistema idrico in grado di sfruttare al massimo le esigue risorse del territorio. Per costruirla servono fondi per 400 miliardi di dollari. Per convincere gli investitori, Lore ha affidato il progetto ad un prestigioso studio architettonico americano (Bjarke Ingels Group) che ha diffuso i primi rendering digitali.