Il percorso di digitalizzazione dei centri urbani rappresenta un passaggio strutturale decisivo per lo sviluppo economico e sociale del Paese. Le evidenze dal convegno finale dell’Osservatorio Smart City della School of Management del Politecnico di Milano, intitolato “Smart City & Smart Land: dirigere l’orchestra dell’innovazione”, mettono in luce come la conclusione delle prime fasi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) segni l’avvio di una complessa sfida gestionale a lungo termine. L’attenzione degli operatori non si concentra più sulla spesa dei fondi straordinari, ma sulla creazione di modelli operativi stabili in cui le infrastrutture di telecomunicazione e l’elettrificazione dei trasporti agiscano in perfetta sinergia. La pianificazione strategica, la cooperazione tra istituzioni e imprese e la gestione dei cicli di obsolescenza tecnologica sono le leve fondamentali per far sì che il modello della smart city in Italia superi la logica dell’emergenza finanziaria e si consolidi come una realtà territoriale stabile e integrata.Indice degli argomenti

L’infrastruttura di telecomunicazione come base dei servizi avanzatiI numeri della rete ultralarga e la copertura dei comuniSostenibilità delle infrastrutture e l’impatto economico sul PILLa transizione dei sistemi di mobilità e l’elettrificazione dei trasportiIl rinnovo delle flotte pubbliche attraverso le risorse europeePianificazione energetica urbana e gestione dei consumi energeticiStrategie gestionali contro l’obsolescenza: l’economia circolareI cicli di innovazione rapida degli asset tecnologiciIl riutilizzo stazionario delle batterie nel “Second Life”Partnership e alleanze industriali per la governance del territorioIl partenariato pubblico-privato come modello operativoFinanziamenti europei e modelli di business orientati al cittadinoL’infrastruttura di telecomunicazione come base dei servizi avanzatiI numeri della rete ultralarga e la copertura dei comuniLa connettività rappresenta la colonna vertebrale su cui poggia l’intera architettura dei servizi urbani digitali. All’interno del dibattito settoriale, Maria Rosa Gatti, esponente della Direzione Commerciale – Business Development di Open Fiber , ha illustrato il quadro del consolidamento infrastrutturale nazionale nel momento in cui giunge a completamento il Piano Italia a 1 Giga. L’azienda ha esteso lo spiegamento della propria rete a banda ultra larga fino a raggiungere il 70% del territorio nazionale. Questo piano si articola attraverso una duplice direttrice finanziaria: da un lato, gli investimenti di natura puramente privata hanno permesso di cablare circa 250 città di grandi e medie dimensioni ; dall’altro, le risorse pubbliche del Piano della Banda Ultra Larga e del PNRR hanno consentito di estendere la copertura a oltre 6.000 comuni, intervenendo nei contesti locali altrimenti esposti al rischio di digital divide.L’estensione fisica dei cavi in fibra ottica non esaurisce gli obiettivi di sviluppo industriale, poiché la sfida attuale consiste nel trasformare un’infrastruttura di rete, spesso percepita come una fornitura di base, nel fondamento logico di soluzioni integrate per la cittadinanza. Come dichiarato direttamente da Maria Rosa Gatti, “il tema ora è capire come la connettività, che è diventata un po’ considerata oggi una commodity ma che in realtà è alla base di tutti i servizi digitali innovativi di cui abbiamo parlato, possa diventare non solo un discorso di portare ai singoli cittadini valore aggiunto, ma costruire insieme alla Pubblica Amministrazione dei progetti che traguardano proprio la messa a disposizione di tutti quei servizi che sono stati citati esattamente nell’ordine di priorità con cui oggi è stata spesa la parte dedicata del PNRR, così come invece si pensa di costruire questi nuovi servizi”.Sostenibilità delle infrastrutture e l’impatto economico sul PILLa valutazione delle nuove reti deve tenere conto dei parametri di efficienza ecologica e di ritorno macroeconomico per il territorio. I dati tecnici presentati indicano che le infrastrutture di nuova generazione interamente realizzate in fibra ottica garantiscono un risparmio energetico pari all’86% rispetto alle tradizionali architetture di rete. Tale abbattimento dei consumi si inserisce nelle politiche di transizione ecologica richieste per l’evoluzione dei centri urbani. Sul piano economico, il valore generato dalle tecnologie connesse dimostra una rilevanza strategica quantificabile: la connettività ha infatti inciso per il 4,4% del valore del Prodotto Interno Lordo (PIL) nazionale, configurandosi come un motore di crescita per l’intero sistema Paese.Lo sviluppo di questa capillarità abilita l’evoluzione verso il paradigma della “Smart Land”, ovvero una gestione intelligente che non si limita alle sole aree metropolitane ma si estende alle province attraverso una logica definita “Fiber to Everything”. Tra i servizi verticali abilitati da questa rete figurano il monitoraggio e la sicurezza del territorio. In un contesto geografico caratterizzato da regioni esposte a rischi sismici e idrogeologici, la presenza di sensori connessi a una rete ultraveloce e stabile permette alle Pubbliche Amministrazioni di raccogliere dati in tempo reale, migliorando la prevenzione e la capacità di risposta a frane e sismi.La transizione dei sistemi di mobilità e l’elettrificazione dei trasportiIl rinnovo delle flotte pubbliche attraverso le risorse europeeIl settore dei trasporti rappresenta un pilastro centrale nella riconfigurazione della smart city in Italia. L’impatto dei fondi straordinari ha impresso un’accelerazione significativa ai programmi di transizione ecologica delle flotte urbane. Nadia Amitrano, Team Referent Leader e-transport technical offering di Enel , ha descritto l’effetto delle risorse europee come una spinta che ha modificato l’assetto storico del comparto. Prima dell’introduzione dei piani di finanziamento legati al PNRR, l’Italia registrava un’età media dei veicoli del trasporto pubblico pari a 10,7 anni, il dato più alto registrato in Europa. L’iniezione dei capitali comunitari ha consentito l’acquisto di vetture di ultima generazione, determinando un abbassamento dell’età media delle flotte a 8 anni.Questa trasformazione comporta un mutamento della prospettiva industriale e ingegneristica. L’introduzione di mezzi elettrici non può essere ridotta a una mera operazione di sostituzione meccanica dei vecchi autobus con veicoli a batteria. Come chiarito da Nadia Amitrano, “elettrificare una flotta di veicoli significa passare da un veicolo a un sistema”. L’operatività richiede l’allineamento di una pluralità di componenti tecnologiche complesse che devono interagire in modo costante. Secondo l’analisi di Amitrano, “Non abbiamo più soltanto il mezzo, abbiamo il mezzo, l’infrastruttura e anche tutti quei software di gestione che consentono di gestire il mezzo, la ricarica e soprattutto anche l’erogazione di energia in città che sono sempre più energivore, sempre più bisognose di connettività e, appunto, di energia”.Pianificazione energetica urbana e gestione dei consumi energeticiLa vera criticità per le amministrazioni locali non risiede nell’atto iniziale dell’investimento o nell’acquisto dei veicoli, bensì nella capacità di governare la logistica energetica sul lungo periodo. Le città contemporanee assorbono quote crescenti di potenza elettrica e richiedono una pianificazione integrata che coordini la disponibilità della rete con i diagrammi di carico delle stazioni di ricarica. Sotto questo profilo, la risposta del territorio nazionale mostra marcate differenze geografiche e amministrative.Esistono centri urbani che hanno affrontato la transizione partendo da una pianificazione strategica ed energetica strutturata. Realtà considerate virtuose come Milano e Torino stanno completando infrastrutture critiche attraverso l’elettrificazione di tre depositi ciascuna, integrando la ricarica dei mezzi pubblici all’interno del tessuto elettrico cittadino. Al contrario, diverse amministrazioni locali e aziende di trasporto pubblico di dimensioni minori rischiano di riscontrare difficoltà operative. La gestione a lungo termine di sistemi complessi richiede competenze tecniche specialistiche e l’adozione di soluzioni digitali avanzate per la pianificazione energetica, risorse che spesso non sono disponibili all’interno degli organici dei comuni minori.Strategie gestionali contro l’obsolescenza: l’economia circolareI cicli di innovazione rapida degli asset tecnologiciNel periodo successivo all’esaurimento dei fondi del PNRR, la sfida principale per la sostenibilità della smart city in Italia è rappresentata dal controllo del progresso tecnologico, evitando che la rapidità dell’evoluzione generi inefficienze o interruzioni nell’erogazione dei servizi di trasporto pubblici. Gli asset coinvolti in questa transizione – veicoli, infrastrutture di ricarica, pacchi batterie e piattaforme software – presentano cicli di vita e di innovazione nettamente più rapidi rispetto alle tecnologie tradizionali del passato. Per prevenire la precoce obsolescenza degli impianti, i progetti industriali devono prevedere l’impiego di soluzioni modulari, scalabili e sviluppate secondo standard internazionali aperti, garantendo un processo di aggiornamento continuo e l’interoperabilità dei sistemi nel tempo.Il riutilizzo stazionario delle batterie nel “Second Life”Una gestione lungimirante del ciclo di vita dei materiali offre opportunità economiche, specialmente per quanto riguarda lo smaltimento e il recupero degli accumulatori. I veicoli elettrici immessi oggi sul mercato vedranno un progressivo decadimento delle prestazioni delle loro batterie nell’arco dei prossimi anni. Nadia Amitrano ha evidenziato come, al termine di un ciclo stimato in circa un decennio, la parziale perdita di capacità renderà queste componenti non più idonee per le severe esigenze di trazione della mobilità pubblica, ma tuttora dotate di una significativa capacità di stoccaggio energetico.Nelle parole dell’esponente di Enel, si profila un’opportunità industriale precisa: “Voglio spendere anche due parole sulla questione batterie perché poi effettivamente abbiamo rinnovato questo parco, ma tra 8-10 anni avremo un piccolo tesoretto di batterie che non saranno più utilizzabili magari per la trazione dei mezzi, però che magari potranno essere utilizzate per sistemi di accumulo”. La realizzazione di progetti di “Second Life” delle batterie permetterà di riconvertire questi dispositivi in sistemi stazionari di accumulo posizionati presso i depositi delle aziende di trasporto. Tale soluzione consentirà di bilanciare le reti di distribuzione locale, assorbendo energia nei momenti di bassa domanda e rilasciandola per soddisfare i picchi di potenza richiesti durante le sessioni di ricarica contemporanea dei mezzi pubblici, minimizzando l’impatto sulla stabilità della rete elettrica cittadina.Partnership e alleanze industriali per la governance del territorioIl partenariato pubblico-privato come modello operativoIl superamento delle barriere tecnologiche e l’implementazione dei servizi di nuova generazione richiedono l’adozione di modelli di cooperazione stabili tra la Pubblica Amministrazione e il settore privato. L’esperienza tecnica e la capacità di investimento delle aziende del comparto ICT e dell’energia sono elementi ritenuti indispensabili per supportare gli enti locali. Lo strumento del partenariato pubblico-privato (PPP) si delinea come la soluzione amministrativa e finanziaria per colmare il deficit di competenze interne dei comuni e delle aziende di trasporto pubblico locale, garantendo una gestione efficiente e sostenibile delle infrastrutture nel lungo periodo.Finanziamenti europei e modelli di business orientati al cittadinoLa convergenza tra operatori infrastrutturali e amministrazioni locali si orienta verso la creazione di alleanze strategiche ed ecosistemi industriali. L’obiettivo di queste sinergie non risiede nella massimizzazione dei margini remunerativi delle aziende, ma nella strutturazione di servizi a valore aggiunto rispondenti alle reali necessità della popolazione. L’accesso coordinato ai bandi europei, oltre che ai fondi regionali, costituisce la leva finanziaria necessaria per sostenere la spesa tecnologica.In questo modo, l’integrazione tra la capillarità della fibra ottica e i sistemi di mobilità evoluta permette di delineare modelli di servizio pubblico orientati all’efficienza e alla qualità della vita, consolidando l’evoluzione organica delle città. Come concluso dal direttore dell’Osservatorio, Giulio Salvadori , sebbene la fase dei finanziamenti straordinari abbia posto basi solide, l’effettiva realizzazione del potenziale tecnologico nazionale dipenderà dalla capacità del sistema paese di governare congiuntamente le sfide tecniche e organizzative della gestione operativa.