Ci sono tre ragioni per cui le forze di centro-sinistra perderanno le prossime elezioni politiche:
1) il centrosinistra si presenta senza ideali ma solo con distopie: infatti il Partito Democratico appoggia la Nato e l’Unione Europea di Ursula von der Leyen, ma Nato e UE vogliono portarci in guerra con la Russia, aumentare le spese militari e ridurre quelle sociali. Mark Rutte, il capo della Nato, ha addirittura proposto che gli europei intervenissero a fianco di Trump nella fallimentare guerra in Iran.
2) PD, sindacati, e anche Movimento 5 Stelle, non difendono con forza gli interessi materiali e vitali dei lavoratori. Non promuovono obiettivi sacrosanti che sono necessari per tutti, a partire dall’indicizzazione dei salari al costo della vita. Il centrosinistra e la CGIL denunciano a gran voce che il governo Meloni non fa nulla contro l’inflazione che mangia gli stipendi ma, per paura della lotta di classe, non lanciano nessuna proposta per aumentare gli stipendi agganciandoli al costo della vita. Così non sono credibili.
3) Infine, soprattutto il PD, ma anche i 5 Stelle (pensiamo a Di Maio), hanno una cattiva reputazione. Nel passato hanno troppo deluso i lavoratori, e godono di cattiva fama presso molti settori di opinione pubblica. Pochi si fidano ancora. Hanno appoggiato il governo Draghi e, in precedenza, altri governi che hanno portato avanti solo politiche di austerità e sacrifici. Ormai la maggioranza del popolo di sinistra pensa che, destra o sinistra, poco o nulla cambia. Non a caso il popolo degli astensionisti ha la maggioranza in questo paese. “Sinistra” sembra essere diventata una brutta parola, semplicemente perché la sinistra ha fatto troppe politiche di destra, sull’immigrazione, sui salari, sulla guerra in Ucraina, e così via.












