L'Editoriale
Venerdì 29 Maggio 2026
ITALIA. È successo poche volte nella storia della Repubblica che ad andare alle elezioni sia stato il governo che aveva inaugurato la legislatura. Senza arrivare a De Gasperi, l’alloro dei cinque anni se lo guadagnò Craxi e (in parte) Berlusconi.
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Adesso è facile prevedere che anche Giorgia Meloni, che già ha scalato le vette dei governi più longevi, ci porterà alle urne. Il problema è quando. Sta infatti spirando un venticello di elezioni anticipate rispetto al termine dell’autunno 2027, che è difficile ignorare. Tant’è vero che Meloni in persona ha fatto accelerare ai suoi la ripresentazione del testo di riforma della legge elettorale imponendo al Parlamento un tour-de-force che entro luglio dovrebbe portare al voto definito del Senato. In genere, quando si cambia la legge elettorale nell’ultimo tratto della legislatura, si va presto a votare con le nuove regole (vedi il Porcellum, il Rosatellum, ecc.). Certo, c’è sempre il Capo dello Stato che vigila e usa il suo semaforo per dirigere il traffico, però molte cose spingerebbero Meloni ad abbreviare la vita della legislatura: col voto finale sulla legge elettorale in luglio, si potrebbe votare già il prossimo autunno.











