Quale futuro attende i giovani nel mercato del lavoro italiano? E quali politiche possono rendere il Paese più attrattivo per laureati e laureate, in particolare nei settori STEM? Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro “Giovani, lavoro e pensioni: quali politiche per un patto da riscrivere?”, che si è svolto il 25 maggio scorso al Politecnico. L’appuntamento ha proposto una riflessione sul rapporto tra nuove generazioni, occupazione qualificata e sistema di welfare, a partire dai dati che descrivono le difficoltà strutturali del contesto italiano e le trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi anni.In Italia solo il 27,5% delle persone tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea, contro il 51,3% dei Paesi OCSE comparabili. A questo si aggiunge la crescente emigrazione di giovani altamente qualificati, fenomeno particolarmente rilevante tra chi proviene dalle discipline scientifiche e tecnologiche. Retribuzioni basse, prospettive professionali spesso incerte e un sistema di welfare ancora fortemente orientato alla spesa pensionistica rappresentano alcune delle criticità che incidono sulle scelte delle nuove generazioni e sulla capacità del Paese di trattenere competenze e innovazione.L’incontro ha quindi offerto l’occasione per aprire un confronto pubblico sulle politiche necessarie a costruire nuove opportunità per i giovani e le giovani, mettendo in dialogo esperienze istituzionali, ricerca accademica e analisi delle trasformazioni del lavoro. A discuterne, insieme al Vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma Stefano Sacchi, è stata Elsa Fornero, economista italiana, Professoressa Onoraria all’Università di Torino, Honorary Senior Fellow del Collegio Carlo Alberto, Coordinatrice scientifica del CeRP e già Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali.
Giovani, lavoro e pensioni: al Politecnico un confronto sul futuro delle nuove generazioni
Accademici ed esperti di politiche sociali e del lavoro hanno discusso occupazione qualificata, fuga dei talenti e sostenibilità del welfare italiano









