Per i lavoratori (o futuri tali) della Generazione Z percepire uno stipendio in linea con le proprie competenze è essenziale, certo, ma lo è quasi altrettanto poter godere di un congruo welfare aziendale e di un soddisfacente work-life balance: lavorare per vivere, non vivere per lavorare. Se infatti il 70% di loro ritiene l’aspetto economico «molto importante», il 65,8% e il 63,8% non potrebbero rispettivamente fare a meno di adeguate tutele contrattuali (come tempo indeterminato, ferie e malattia) e di servizi aziendali a supporto della vita privata (congedi parentali, sportelli psicologici, palestre e via dicendo). A rilevarlo, in un white paper diffuso nelle ultime ore, l’Osservatorio HR Innovation Practice della School of Management del Politecnico di Milano in collaborazione con Indeed.