MILANO. L’accesso al lavoro cambia forma e il primo impiego è sempre più complesso da raggiungere. Un fatto ormai assodato anche a livello globale, con l’88% di coloro che entrano nel mondo del lavoro che dichiara di non sentirsi preparato e con molti che faticano a trasformare o evolvere le proprie competenze. In Italia, il contesto riflette questa difficoltà: le assunzioni cosiddette entry-level registrano un calo del 18,8% su base annua, pur mostrando una maggiore tenuta rispetto a quelle legate a ruoli senior (-20,4% per i manager e -21,2% per i ruoli senior).
È quanto emerge dalla edizione del Barometro del primo impiego 2026 - pubblicato oggi da LinkedIn Notizie - un report annuale dedicato ai giovani che muovono i primi passi nel mondo del lavoro e che analizza milioni di dati per individuare tendenze, ruoli e settori in crescita per chi muove i primi passi nella propria carriera.
Secondo i dati, le opportunità si concentrano sempre più in ruoli amministrativi, di supporto e a contatto con il pubblico, mentre i percorsi tradizionali risultano meno accessibili. In questo scenario, la stabilità resta una priorità per molti giovani italiani, anche dopo aver trovato un primo impiego. Anche a livello funzionale alcune aree mostrano una maggiore resilienza, come le Risorse Umane (-10%) e il Business Development (-11,2%), mentre altre registrano contrazioni più marcate, come il Marketing (-30,3%). Per Michele Pierri, Responsabile di LinkedIn Notizie Italia, «Non molto tempo fa, il percorso tipico dei neolaureati sembrava piuttosto lineare: laurearsi, candidarsi e iniziare a scalare la gerarchia aziendale. Oggi, invece, compiere il primo passo nel mondo professionale è diventato decisamente più complesso e il nostro report ha come obiettivo proprio quello di aiutare ad orientarsi in un mercato competitivo, fornendo informazioni su lavori, città e i settori in più rapida crescita per chi è agli inizi».







