L’intelligenza artificiale sta cominciando a creare problemi sul lavoro ai giovani della generazione Z, in particolare per i ruoli tech. Lo affermano alcuni studi usciti in questi giorni e lo conferma Linkedin, nelle parole del manager responsabile delle opportunità lavorative (chief economic opportunity officer). L’allarme, confermato anche dal report Future of Jobs 2025 del World economic forum (Wef), riguarda soprattutto le figure di entry level. I giovani, di solito: appunto. Anche se non tutti gli esperti concordano su questo problema, è significativo che alcuni nuovi studi convergano sulle stesse conclusioni, certo da guardare con attenzione. Sono rilevanti sia per chi si affaccia al mondo del lavoro o deve valutare un corso di studi sia per le aziende chiamate a prendere decisioni sulle assunzioni da fare.

Si veda quanto emerso dalla ricerca appena pubblicata da SignalFire, una società di venture capital basata sui dati che monitora i movimenti lavorativi di oltre 600 milioni di dipendenti e 80 milioni di aziende su LinkedIn.

SignalFire ha notato che nel 2024 le aziende tecnologiche hanno assunto meno neolaureati rispetto al 2023. Un calo 25% nel 2024 rispetto al 2023. Nel frattempo, le assunzioni di laureati nelle startup sono diminuite dell’11% rispetto all’anno precedente.