Big robotic arm has grapped a man in a business suit and gets ready to dispose of him and throw him in the trash. Concept of AI and robots taking over making human obsolete.

Ad aprile, tra un incontro e l’altro, Micha Kaufman, ceo della piattaforma di freelance Fiverr, ha inviato un promemoria ai suoi 1.200 dipendenti, senza giri di parole: “L’AI sta arrivando per i vostri lavori. A dirla tutta, sta arrivando anche per il mio. È una sveglia”. Nel messaggio, Kaufman ha spiegato la sua visione sull’AI: avrebbe aumentato le capacità di tutti. I compiti facili sarebbero diventati banali. Quelli difficili, semplici. E quelli impossibili, solo difficili. Poiché gli strumenti AI sono gratuiti, nessuno avrebbe avuto vantaggi. Chi non si adatta, però, è “condannato”.

“Sento le conversazioni in ufficio. Sento sviluppatori chiedersi: ‘Ragazzi, tra due anni avremo ancora un lavoro?'” racconta Kaufman a Forbes. “Volevo validare quel timore. Non se lo stanno inventando.”

Secondo Ruyu Chen, ricercatrice post-doc al Digital Economy Lab dello Stanford Institute for Human-Centered AI, giovani programmatori inesperti stanno già subendo un calo del tasso di occupazione: il numero di sviluppatori entry-level (18-25 anni) impiegati è lievemente calato dal 2022, dopo il lancio di ChatGPT. Non è solo una questione di esperienza: chi è nella media farà sempre più fatica a trovare lavoro. Nell’era dell’AI, solo i talenti eccellenti avranno un vantaggio. “Stiamo passando da assunzioni di massa ad assunzioni mirate”, dice Chen.