La domanda che tiene svegli genitori, studenti e lavoratori già occupati ha una risposta meno angosciante di quanto si tenda a pensare. Non è “l’intelligenza artificiale mi sostituirà?” ma “in quale direzione conviene muoversi?”. È una domanda diversa che cambia la prospettiva.

Il Future of Jobs Report 2025 del World Economic Forum stima che entro il 2030 l’automazione creerà nel mondo circa 170 milioni di nuovi posti di lavoro a fronte di 92 milioni di posizioni che verranno ridotte o eliminate: un saldo netto positivo di 78 milioni di posti. Non è una previsione ottimistica: è l’aggregato di dati raccolti su migliaia di aziende in decine di settori.

L'ALBUM DI ITALIAN TECH

L'IA ti farà perdere il lavoro? Un'inchiesta per capire come stanno davvero le cose

Il primo dato strutturale è che l’intelligenza artificiale non colpisce il mercato del lavoro in modo uniforme. Secondo le analisi di McKinsey, le attività che rappresentano fino al 30% delle ore lavorate negli Stati Uniti saranno automatizzate entro il 2030, con l’impatto più pesante su supporto d’ufficio, servizi clienti di routine e food service. In parallelo, le stesse ricerche registrano una crescita sostenuta delle professioni legate alle scienze, alla tecnologia, all’ingegneria, alla creatività e al diritto.