Specialisti in big data, ingegneri esperti di tecnologie applicate alla finanza, personale specializzato in intelligenza artificiale e machine learning. Sono queste le tre professioni che avranno una crescita più marcata nei prossimi cinque anni secondo il «Future of Jobs Report» 2025 del World economic forum. I nomi sono complicati e possono scoraggiare i lavoratori già a buon punto del proprio percorso professionale. Ma la buona notizia - almeno secondo questo rapporto - è che la grande rivoluzione del lavoro in atto, legata a doppio filo alla transizione digitale, a quella ambientale e demografica, dovrebbe comportare un saldo complessivamente positivo in termini di occupazione. In particolare, il World Economic Forum stima che entro il 2030 saranno creati 170 milioni di nuovi posti di lavoro a livello globale, mentre 92 milioni di ruoli potrebbero essere eliminati (l’8% dell’occupazione totale), con un incremento netto di 78 milioni di posti. In mezzo a questi due estremi, e ferme restando le criticità per i lavoratori che rischiano di restare tagliati fuori dal mercato (si veda anche l’articolo di Paolo Benanti sul Sole 24 Ore del 20 agosto) ci sono milioni di posizioni e di ruoli (il 78% dell’occupazione globale) destinati magari a cambiare in virtù dell’evoluzione tecnologica, ma quantomeno a non sparire.