MESTRE - «È una trasformazione grande quanto la rivoluzione industriale. Ora dobbiamo capire dove l'intelligenza artificiale è un valore, quindi quali sono i benefici e gli svantaggi, ma ci vorrà del tempo. È certo che molte figure professionali spariranno e resterà chi saprà adattarsi alle nuove esigenze del lavoro». Marco Dalla Libera, partner e cofondatore della holding Arsenalia con fulcro nel parco scientifico tecnologico di Marghera, ma sedi anche a Nordest, in Austria, Francia, Inghilterra e Svizzera racconta il processo di cambiamento imposto dall'Ia. La sua realtà, nata dalla fusione di un ecosistema di società attive nel campo della trasformazione digitale, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 100 milioni di euro e conta mille dipendenti. Un settore, questo, coinvolto e destinato a stravolgersi con l'introduzione dell'Ia.

«Il mondo del lavoro deve cambiare - dice - se un tempo le persone eseguivano, con l'introduzione del calcolo informatico si erano concentrate sul pensare e ora dovranno invece gestire, diventare manager della Ia». E fa l'esempio del service manager, che tra un po' scomparirà per come è concepito ora. Alla prima fase di interfaccia con il cliente non dovrà infatti più affrontare la gestione dei problemi, il passaggio degli errori allo sviluppatore e i test finali: operazioni che l'Ia garantirà con velocità e precisione.