Caro Corriere,

molte professioni come è noto verranno integrate o sostituite dall’intelligenza artificiale ma francamente in certi ambiti aziendali la colpa è totalmente nostra. Non si fa praticamente più formazione e certe specializzazioni diventano chimera: azionare dispositivi e impianti complessi ha sempre richiesto alta professionalità e la risorsa umana ha sempre fatto la differenza ma se ora nessuno vuole imparare o non vi è chi istruisce adeguatamente, l’unica strada sarà l’intelligenza artificiale. Tristemente ci avviamo ad essere persone che non devono pensare, ideare, trovare soluzioni ma solo azionare bottoni: felice di avere vissuto un’epoca professionale ben diversa.

Luca Testera Pardi

Caro Testera Pardi,

Quando — tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento —— venne introdotto negli Stati Uniti l’obbligo scolastico l’obiettivo era creare una piattaforma culturale che permettesse ai figli dei contadini di accedere alle industrie, come magistralmente raccontato in «Furore» dal premio Nobel Steinbeck. Oggi — e lei ha ragione — bisognerebbe riscoprire il ruolo sociale dell’educazione e della formazione, anche come strumento per comprendere la scienza e la tecnologia, a partire dall’intelligenza artificiale. Chi la conoscerà bene (non solo come bottone da spingere come lei fa notare) ne potrà beneficiare, anche professionalmente. Però non va dimenticato che anche qui una specializzazione profonda, che di certo richiede fatica, farà la differenza tra chiedere all’AI l’oroscopo o farne un potente strumento di indagine imparando a ideare le domande giuste. Il loro dominio ci permetterà di far valere ancora il primato dell’intelligenza umana su quella artificiale. Di questo ne sono certo. D’altra parte Keynes già un secolo fa ci aveva segnalato la strada: se la tecnologia lavorerà per noi perché non usare quel tempo risparmiato proprio per pensare, ideare e trovare soluzioni? Trovare nuovi problemi da risolvere è altrettanto importante che trovare la soluzione a vecchi problemi. Potremmo lasciare all’AI i vecchi problemi e lanciarci a capofitto in quelli nuovi, con lo spirito che ha sempre contraddistinto l’umanità.