Prima lo smart working, poi lo stipendio. Storico sorpasso di priorità ai colloqui di lavoro dei giovani candidati. E per le aziende c’è anche il problema della convivenza tra le generazioni. Lo raccontano gli stessi responsabili del personale, coinvolti nella trentacinquesima edizione dell’indagine «Giovani & lavoro», condotta da Gidp (Gruppo italiano direttori del personale), l’associazione che riunisce oltre 4.500 manager delle risorse umane, la maggior parte dei quali nelle grandi aziende lombarde.