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Ultimo aggiornamento: 7:52
La pubblica amministrazione è stata al centro del discorso del Rettore del Politecnico di Torino Stefano Corgnati il 13 febbraio scorso in occasione dell’inaugurazione del nuovo anno accademico. Celebrazione dell’istituzione pubblica, orgoglio di un polo di alta formazione che ospita studenti di tutto il mondo, indirizzi per l’ulteriore espansione. In questo ambito, il Rettore ha segnalato al Ministro Paolo Zangrillo (presente) che nei ruoli apicali della PA ci sono economisti e giuristi, mancano quasi del tutto gli ingegneri; al Politecnico che serve guardare alla PA come a un luogo appetibile dove spendere le proprie competenze.
Venendo al pratico, ha avanzato la proposta di una Summer School per la preparazione dei dirigenti della PA. Un po’ poco per un ateneo che ha un suo corso di laurea in ingegneria gestionale che, forse, potrebbe coltivare una specializzazione ulteriore in PA.
L’attività prevalente della PA è sempre stata di tipo regolatorio, finalizzata a coniugare i diritti dei singoli con l’interesse collettivo. Da qui il prevalere dei giuristi e degli economisti. Tuttavia a progettare e realizzare strutture e infrastrutture del paese c’erano gli ingegneri e i geometri, anch’essi dipendenti pubblici. Sono ancora nella memoria di molti i tempi in cui le Province costruivano e gestivano strade, ponti e scuole: a fare le opere ci pensavano gli ingegneri, mentre i giuristi si occupavano di creare i presupposti per la loro corretta realizzazione (per esempio gli espropri) e gli economisti facevano i conti con le risorse e i contratti.






